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Origen del apellido Tacerbi, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Marchesi - Cavalieri
Heráldica de la familia: Tacerbi
Corona de la nobleza Tacerbi Tra le torri degli antichi palazzi patrizi di Mantova, che nei secoli XI e XII, si ergevano a testimoniare la preminenza e signoria delle varie famiglie che reggevano la città, quelle degli Acerbi, salde e prestanti ebbero la ventura in pieno medioevo di vedere il casato suddividersi in numerosi colonnellati e dilagare in Lombardia, nel Monferrato, in Liguria, in Emilia, nel Veneto, in Istria. Prima ancora che a Tortona e Castelnuovo li troviamo nel Monferrato e già preminenti in Alessandria, pochi decenni dalla sua fondazione precisamente quando i cittadini, tra i quali vari Acerbi, Acerbis, Acerbo, il 14 febbraio 1192... Continuaráriconfermano con giuramento la convenzione stretta coi Genovesi il 4 febbraio 1181 (Grillo, Origine località e cognomi della Rep. di Genova); all'intimazione dell'abate del monastero di S.Pietro in Cielo d'oro di Pavia ai vassalli di Bergoglio, Rovereto, Marengo e Pavone - cui aveva investito terreni - di prestar fedeltà, per Pavone l'8 e 9 novembre 1195 giura Ghisolfo A. (Gasparolo, Cartario, Aless. I, 188 e segg.); negli anni a cavallo dei sec. XII e XIII Belengerio, Ghisolfo e Samuele A. giurano in Alessandria fedeltà al marchese di Monferrato (id. I, 258). Ghisolfo è uno dei quattro delegati alessandrini, inviati il 15 ottobre 1200, a Milano, per trattare la durata della tregua imposta dagli arbitri milanesi e piacentini al marchese di Monferrato da una parte ed agli alessandrini, astigiani e vercellesi dall'altra (id. II, 27 ); lo stesso Ghisolfo, consigliere, il 3 settembre 1203 partecipa alla deliberazione di reciproche condizioni di alleanza perpetua col comune di Alba (Rigestum Comunis Albe I, 9); il 20 agosto 1203 gli ambasciatori e consoli alessandrini Guido Provera e Ghisolfo A. stipulano un trattato di amicizia col marchese di Monferrato che li investe dei feudi concessi alla città di Alessandria (Cartario Aless. II, 67 e Ghillini, Annali di Alessandria I, 128); il vicario del podestà ed il Consiglio di Alessandria, al quale sedevano Ghisolfo e Belengerio, il 10 maggio 1208 deferiscono al podestà di Alba le loro vertenze con Acqui per una risoluzione arbitrale (Rigestum Comunis Albe I, 257); uno dei testi in atto del 16 ottobre 1212 con cui gli ambasciatori di Asti assicurano il comune di Alessandria di non acquistare diritti su Masio è Ghisogli astigiani ed albesi concluse il 29 settembre e 30 ottobre 1223 a Masio ed ad Alessandria. Il ramo lombardo, proveniente da Ferrara, fu fregiato del titolo marchionale, sopra il marchesato di Cisterna. Il ramo veneto di tal casato, invece, oriundo di Pordenone, ma residente in Venezia, al dir di illustri genealogisti, verosimilmente, venne fregiato del cavalierato, in seguito ai fedeli servigi, prestati ai Visconti, di un Raimondo Tacerbi, milite sotto i vessilli del signore di Pesaro, Carlo Malatesta, al quale Filippo Maria Visconti, nel 1426, affidò il comando, per contrastare Venezia. Ma, d'altronde, la famiglia, sempre, riuscì a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, ricordiamo: Giorgio, di Pordenone, soldato di ventura al servizio della Serenissima, vivente nel 1569; Filippo, consigliere del Veneto Senato, vivente nel 1666; P. Rodolfo, di Venezia, dell'Ordine dei Predicatori, uditore e preposito del suo ordine, vivente nel 1702; Giacomo, medico e saggista, vivente in Venezia, nel 1722; Luigi, dottore "in utroque jure", vivente in Padova, nel 1723; D. Michele, canonico, teologo e commissario apostolico, vivente in Milano, nel 1735; Adalberto, dottore in Sacra Teologia e lettore di Filosofia, vivente in Venezia, nel 1742; Gerardo, consigliere della Serenissima, vivente nel 1757; Cav. Bartolomeo, notaio e consigliere in Venezia, vivente nel 1782. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle
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Escudo de la familia: Tacerbi

Blasòn de la familia

D'argento alla ruota di S. Caterina di rosso.
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