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Herkunft des Familiennamens Tecia, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Conti
Heraldik die Familie: Tecia
Krone des Adels Tecia Originaria del Biellese, dove ricorre nominata fino dal secolo XIII. Giulio è console di Biella nel 1450; un Guglielmo è inviato dal comune al re di Francia, Enrico II, nel 1556, per il giuramento di fedeltà ed ottiene concessione o conferma dello stemma il 20 aprile 1581; un Filiberto ricorre spesso nominato nei provvedimenti biellesi del 1590 contro la peste. In Biella erano tre rami qualificiati nobili: un ramo fioriva inTorino con Gaspare Bernardino, morto di 80 anni a Torino il 27 dic. 1706 e sepolto alla Consolata; procuratore collegiato presso ilSenato, consigliere e procuratore patrimoniale (10... Fortsetzung folgtdic. 1678). Era stato a Parigi come segretario dell'ambasciatore Carroccio ed, in sua assenza, aveva preso il carattere di agente ducale. Consegnò l'arma il 19 gennaio 1688. Altri rami firorivano a Strambino ed Ivrea, oggi estinti. Sopravvive il ramo di Candelo, la cui gnealogia sicura si inizia con Girolamo, padre di Carlo Bartolomeo, che fu uditore e patrimoniale dell'alta Dora Baltea. Carlo Bartolomeo procreò, Giuseppe Maria, canonico della Metropolitana di Torino, che il 26 giugno 1867; con Giovanni Battista, consigliere di Stato e mastro uditore generale oltre la Dora Baltea; e Carlo Gerolamo (dec. a Torino il 21 dicembre 1707), procuratore presso il Senato e poi uditore patrimoniale generale "per servizi resi nelle esazioni" (25 gennaio 1672; Patenti 84, 54); investito di Cossato con titolo comitale per maschi e femmine nel 1680. Ha dal duca di Savoia la facoltà di nominare in perpetuo i consoli e sindaci di Candelo (15 agosto 1704). Dalla moglie ebbe Ignazio, cavaliere mauriziano, e il conte Carlo Giovanni, consigliere di Stato e senatore (17 gennaio 1693), uditore generale al di là dei Monti, senatore di Nizza ed intendente generale (25 ottobre 1715). Egli fu padre del conte Carlo Giuseppe che procreò il conte Vincenzo, marito di Barbara Demarchi del commendatore Giacomo, per la quale la commenda mauriziana patronata passò al figlio conte Carlo Maria Giacinto distintosi al combattimento della Linières, presso Nizza, l'8 maggio 1798. Era figlio di costui il conte Carlo Fortunato, dottore in leggi e giudice di Candelo (16 marzo 1822), padre del conte Carlo Felice, che fece le campagne dal 1848-49 al 1870 e raggiunse il grado di maggior generale. Il tenente generale, sotto capo di stato maggiore nella campagna 1848-1849, aiutante di campo di re Carlo Alberto, alla cui abdicazione fu presente nel palazzo Bellini a Novara; deputato al Parlamento Subalpino, decorato di Medaglia d'argento, comandante della Real Accademia militare di Torino per circa 10 anni.
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Familien-Wappen: Tecia

Blasonierung die Familie

Troncato d'argento e d'oro, con la fascia d'azzurro attraversante sulla partizione, carica di tre stelle d'oro e accompagnata da tre grappoli d'uva di rosso, fogliati di verde, due in capo ed uno in punta.
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