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Origine del cognome Titto, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Titto
Corona nobiliare Titto
Di origine longobarda, passata nel regno di Napoli al tempo di Roberto Guiscardo, ha goduto nobiltà nelle città di Bitonto, Chieti, Sulmona, Bisignano, Tropea, Castelluccio e Diano. Tra i feudi posseduti da questa famiglia si ricordano quelli di Aieta, Ailano, Airaro, Airola, Avena, Bifaro, Brittoli, Cagnoli, Canosa, Cantalupo, Castelletto e molti altri. E' imparentata con famiglie nobili come quelle di Acquaviva, Arcella, Balbo, Bigotti, Brayda, Brignano e altre ancora. E' divisa in vari rami; e da essa uscirono illustri personaggi. Un Teobaldo fu Ciamberlano e Capitano generale di Federico II Svevo; un Errico, Barone di Val di Crate e di... Continua
Terra Giordana nel 1239; un Abbamonte Giustiziere di terra di lavoro; un Federico, Dottore e Vescovo di Sulmona nel 1295; un Gentile Barone di Abruzzo nel 1320: un beato Benedetto e una beata Alessandrina. un Andrea, che per la sua nobiltà e le sue qualità filantropiche, e per avere i suoi predecessori difesa la città di Castelluccia, ebbe in dono dall'Università di detta città le collette ad essa spettanti. Ebbe in concessione da Tommaso Sanseverino i feudi di Avena e di Pappasidero. (Fonti complete, Memorie delle Famiglie nobili delle Province Meridionali d'Italia, Vol. III-IV).
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Stemma della famiglia: Titto

Blasone della famiglia

Partito inchiavato d'argento e di rosso.
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