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Origine del cognome Toccoletti, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi - Cavalieri - Conti - Baroni - Duchi - Principi
Araldica della famiglia: Toccoletti
Corona nobiliare Toccoletti
Antichissimo ed assai nobile casato longobardo, i cui suoi numerosi rami posero dimora e goderono nobiltà in Venezia, Napoli, Benevento, Capua, Tropea, Chieti e Nicotera, ottenendo anche il titolo di Granduca e l'Ordine spagnolo del Toson d'Oro ed estendendo la loro potestà alle isole ioniche di Zante e Cefalonia. In ogni modo, la presenza della famiglia Toccoletti nel beneventano è attestata già nell'XI secolo, ovvero al tempo dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno. L'origine di tal cognominizzazione, al dir di illustri genealogisti, andrebbe ricercata nella Signoria di Tocco, una delle loro tante proprietà. Il casato, inoltre, era diviso in due rami... Continua
principali, ossia quello dei Tocco delle Onde e quello dei Tocco delle Bande, i quali godettero di grande nobiltà in Napoli, ove tutta la famiglia fu aggregata al Patriziato dei Seggi di Capuana e Nido. Essa fu insignita di numerosi titoli, tra i quali: Barone di Montesarchio, Conte di Cefalonia, Martina, Monopoli, Montemiletto e Zante, Duca di Leucade e Principe di Montemiletto. La linea "delle Bande", tuttavia, si estinse in breve tempo, la più longeva, infatti, fu quella "delle Onde" estintasi solamente nel ramo primogenito, agli albori del XX secolo. I Tocco, inoltre, furono anche inviati dagli Angioini a conquistare la Romania e l'Epiro, tanto che, nel XIV secolo fissarono la propria centralità nell'Epiro, fino a riuscire, nel secolo successivo, ad assumerne il governo. Tra gli innumerevoli personaggi che diedero lustro a tal insigne casato, ricordiamo: Carlo, regio familiare e giudice nel 1162 di re Guglielmo II a cui e dedicata una strada in Napoli; Guglielmo, cancelliere di Federico II di Svevia; Ugolino, podestà napoletano nel 1195; Arrigo giustiziere e giudice con Pier delle Vigne, al tempo di Federico II di Svevia; Carlo Tocco, che verso il 1200 scrisse di giurisprudenza longobarda; Leonardo, Signore di Tocco, feudo da cui il Casato prese il cognome, il quale fu conte palatino di Cefalonia e Zante, nonché duca di Leucadia; Pietro, gran siniscalco del Regno, vicario generale di Curtenai Imperatore bizantino, il quale ebbe, nel 1353, Martina e l'isola di Corfù e che, nel 1364, fu decorato col titolo di conte di Martina; Carlo, conte palatino di Cefalonia e Zante, duca di Leucade, il quale, dal 1405 al 1418, completò la conquista delle provincie di Romania, dell'Epiro, delle isole di Acaia e divenne Despota di Romania; Ferrante, primo Signore di Refrancore, con investitura dell'imperatore Massimiliano I nel 1515; Leonardo, generale di re Filippo d'Angiò, conquistò in nome del re la Romania e l'Epiro terre che tenne in suo comando, col titolo di Despota, comprese le isole di Acaia, Carnania, Cefalonia ed altre, che restarono in possesso del casato fino al 1517 quando ne vennero scacciati dalla conquista mussulmana attuata dal sultano Selim I o Maometto II; ultimo despota fu Carlo, che venne soccorso da re Alfonso I d'Aragona con un esercito comandato da Giacomo Ventimiglia, marchese di Gerace, il quale gli diede in moglie la figlia Ramondetta Ventimiglia. Ritornarono nel Regno di Napoli, dopo essersi rifugiati in Piemonte con Carlo e Leonardo, signori di Refrancore, e reintegrati nello loro stato nobiliare di sangue regio ed esentati dal pagamento dei diritti fiscali in Benevento. Guglielmo, già familiare e ciambellano di re Ladislao d'Angiò Durazzo, dopo essere stato nominato ambasciatore con l'arcivescovo di Brindisi e custode della futura moglie del re, la principessa Maria di Cipro, venne imprigionato per essere stato sospettato di tradimento contro il re, avendo congiurato con i suoi nemici il Conte di Nola ed il principe di Taranto e per ottenere la libertà dovette lasciare il Regno e vendere tutti i suoi feudi compreso il principato di Montemiletto. Agesilao, il quale,

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Stemma della famiglia: Toccoletti

Blasone della famiglia

D'argento a tre fasce d'azzurro.
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