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Origen del apellido Tomello, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili
Heráldica de la familia: Tomello
Corona de la nobleza Tomello Secondo una remota tradizione, sarebbero venuti dalla Francia al Castello di Nimis (Friuli) furona antichi cittadini di Udine, patrizi di Gradisca e servirono la Repubblica Veneta nel 1460, sotto Bartolomeo da Bergamo. Domenico C. il 25 settembre 1504 ebbe una investitura feudale nei pressi di Gradisca. L'imperatore Massimiliano insigní i Comelli della Nobiltá equestre del S. R. I. per meriti di guerra e di lettere, nobiltá confermata poi dal Decreto 12 gennaio 1660 dall'Imperatore Leopoldo che aggiunse al casato dei C. il predicato di Stuckenfeld. Stanislao II, Re di Polonia, creó conte Domenico, di Carlo Francesco, suo Ciambellano alla Corte... Continuará
di Varsavia e Cavaliere di Malta nella seconda metá del secolo XVII. Da Nimis alcuni passarono a Gradisca ed altri a Chioggia e poi a Venezia al cui ramo appartengono gli attuali C., discendenti da Vincenzo, di Domenico, nato 10 agosto 1703, iscritti con R. D. 12 febbraio 1899 e successivamente RR. LL. PP. 11 luglio dello stesso anno nel Libro d'Oro della Nobiltá Itliana, per insigni benemerenze patriottiche, come si esprime il testo della relazione del Commissario del Re presso la Consulta Araldica. Il 24 giugno 1791 Almoró III Pisano concedeva per la Serenissima Repubblica a Valentino C. la giurisdizione e vicaria dei boschi del porto di Legnago cum potestate gladii. I C. oltre che uomini d'arma, di toga e di lettere, furono arditi navigatori, Francesco, detto il "Capitano Drago" per la sua temeritá, riferisce con suo dispaccio da Zante il celebre Angelo Emo al Serenissimo Principe, sopra una gloriosa vittoria da lui riportata contro i corsari. Nel Registro Segreto Mar. della Repubblica veneta sono descritti i numerosi vascelli che erano posseduti dalla famiglia. Giuseppe visse molti anni a Lisbona per ragioni di commercio, prestando importanti servigi alla Corte di Portogallo, per cui venne da quel Principe Reggente Don Giovanni, insignito del titolo e dell'abito di Cavaliere professo del Cristo, ordine che a quell'epoca conferiva un largo assegno annuo e la nobiltá ereditaria; mecenate delle arti e delle industrie ne favorí lo sviluppo, fu amico del Canova e dello Zandomeneghi; costrusse strade, fondó scuole letterarie e musicali a proprie spese facendone dono alla pubblica amministrazione. La famiglia coprí carico, Intendente capo della Marina nell'Arsenale di Venezia e Referendario alla Corte di Vienna presso l'Imperatore Ferdinando che ne apprezzava l'altissimo sapere; godeva la particolare fiducia dell'Arciduca Federico per la sua profonda competenza nelle questioni sulla marina da guerra.

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Escudo de la familia: Tomello

Blasòn de la familia

Troncato: a) d'azzurro alla cometa d'oro, posta in banda; b) di argento a tre bande di rosso.
Citato in "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", suppl. I.
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