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Origine del cognome Torsini, provenienza: Italia

Titolo: Principi - Duchi - Conti - Nobili - Cavalieri
Araldica della famiglia: Torsini
Corona nobiliare Torsini Antica e celeberrima famiglia romana, originata da Orso di Borbone, nipote di Papa Celestino III (1191), al secolo Giacinto di Bobone, il quale ricoprì le più alte cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico. Ebbe ben tre Papi, trentaquattro cardinali, molteplici feudi e titoli: prefetto di Roma, gonfaloniere della Chiesa, principe assistente al Soglio pontificio, gran connestabile e gran cancelliere del Regno di Napoli, signori di Soriano nel Cimino, località in provincia di Viterbo dove edificarono un castello, duchi di Gravina, duchi di Bracciano e di Amalfi, principi di Vallata, di Solofra, di Roccagorga, di Vicovaro, di Vasanello, di Monterotondo,... Continuadi Amatrice e di Taranto, conti di Muro Lucano, di Tagliacozzo, di Caserta, di Pitigliano e di Nola. Furono insigniti dell'Ordine del Toson d'oro, dell'Ordine teutonico, dell'Ordine dello Spirito Santo. Autentici artefici della politica pontificia nel XIII secolo, durante la cattività avignonese si scontrarono con gli interessi della famiglia Colonna, dando luogo ad una famosa rivalità che ebbe fine solo con la riappacificazione del 1511 voluta da Giulio II della Rovere. Nel 1191 Gian Gaetano, figlio di Orso, fu potente signore di Vicovaro, Licenza, Roccagiovine e Nettuno, mentre Matteo Rosso, oltre ad essere senatore di Roma, ebbe i feudi di Marino, Monterotondo, Faleria, sant'Angelo e Licenza. In quegli anni furono guelfi, in contrapposizione con l'altra potente famiglia romana dei Colonna, ghibellini. Il loro palazzo-castello a Roma nei tra castel sant'Angelo e piazza Navona fu ricordato anche da Dante in un canto della Divina Commedia. La famiglia si divise in tre rami: duchi di Bracciano, con un Napoleone, altro figlio cadetto di Matteo Rosso il Grande, a cui toccarono Bracciano, Nerola e altre terre; duchi di Gravina e Conversano , con un Francesco (? - 1456), figlio cadetto di Carlo, signore di Bracciano; duchi di Monterotondo, con il terzogenito di Matteo Rosso il Grande, Rinaldo, al quale toccò tal signoria. La famiglia Orsini fu al centro di una cruenta lotta tra fine XV e inizi XVI secolo con i Borgia, nella persona del Valentino, cosa che terminò nel 1511 con la pace ordinata dal papa. Un importantissimo ramo del casato, inoltre, godette di nobiltà anche nel Regno di Napoli. Nella città partenopea, infatti, la famiglia fu aggregata, nel 1477, al Patriziato del Seggio di Capuana e successivamente a quello di Nido, e dopo l'abolizione dei Sedili (1800), fu iscritta nel Libro d'Oro Napoletano. Il primo a passare nel Regno fu Romanello (+ 1327) che, nel 1292, ottenne da Carlo II d'Angiò il titolo di conte di Nola e la carica di Gran Giustiziere del Regno e nel 1293 sposò Anastasia de Montfort, contessa di Nola, Pitigliano e di Soana. Orso, figlio illegittimo di Gentile Orsini, conte di Soana, il quale servì nel 1439 Alfonso d'Aragona, con duecento lance, e che ricoprì la carica di Gran Cancelliere del Regno dal 1441 al 1447, dopo la morte di Alfonso I, nel 1468, si ribellò a Ferrante e nel 1460 occupò Manfredonia e Foggia. Il 7 luglio 1460 partecipò alla battaglia di Sarno del 7 luglio 1460, sotto le insegne degli Angioni che riportarono una strepitosa vittoria sugli Aragonesi. Nel 1462 Orso ottenne la Contea di Nola e di Atripalda, la Signoria di Baiano, Lauro, Palma, Avella, Ottaiano, Monteforte e Forino. Nello stesso anno partecipò valorosamente alla battaglia di Troia. Re Ferrante I d'Aragona, dunque, aggregò gli Orsini alla Casa d'Aragona. Lo stesso Orso, inoltre,fece costruire a Nola un palazzo-fortezza, chiamato Reggia degli Orsini, dal 1460 al 1470, ove una scritta recita: "Ursus Ursino Genere Romanus Dux Ascoli Suane Nole Atripalde Q. Comes Ha Hedes Fecit". Gli Orsini conti di Nola, inoltre, possedevano, anche
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Stemma della famiglia: Torsini

Blasone della famiglia

Bandato d'argento e di rosso, capo d'argento caricato di una rosa di rosso bottonata d'oro e sostenuta da una fascia in divisa d'oro caricata di un'anguilla ondeggiante d'azzurro
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