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Origine del cognome Vasi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Patrizi
Araldica della famiglia: Vasi
Corona nobiliare Vasi Antica e nobile famiglia toscana, con residenza in Firenze, nel quartiere San Giovanni, al Gonfalone Lion d'oro e Vaio, la quale fu ascritta al patriziato fiorentino e che diede due gonfalonieri e cinque priori alla Repubblica di Firenze. Stabilitasi in Ferrara ebbe alcuni gonfalonieri e vari personaggi si distinsero nelle lettere e nelle scienze. Fu insignita del titolo comitale dal Duca di Parma Ranuccio Farnese verso la metà del sec. XVII. Cosimo, infatti, chiese ed ottenne dalla Camera Parmense la giurisdizione di alcune ville che furono erette in feudo. Il Duca con lettera del 24 luglio 1648, ordinava al Magistrato... Continuadella Camera di Parma che dovesse vendere a Cosimo di Ferrara la giurisdizione col mero e misto imperio delle ville di Panocchia, Asola e Corcognano, con obbligo nel compratore di riconoscere per sè e suoi discendenti maschi legittimi e naturali in infinito in feudo detti beni. Per tale vendita, seguita il 27 luglio 1650, e riconosciuta quindi l'investitura, detto feudo fu eretto in contea. Con rescritto del 5 sett. 1653, datato da Piacenza, il Duca Ranuccio Farnese concesse a Cosimo quanto chiedeva, e cioè il titolo di conte delle ville di Pannocchia, Asola e Corcognano. Tale titolo rimase alla famiglia per molti anni, ma nel 1799, il feudo fu retrocesso alla R.Camera di Parma, e perciò il titolo annesso al feudo decadde. La famiglia, per altro, fu ascritta al primo ordine del consiglio Centumvirale di Ferrara e perciò annoverata fra le Patrizie. Nel 1721 Giovanni Battista, nel 1739 Bartolomeo, figlio dl predetto, e nel 1769, Cosimo, di Bartolomeo, fecero parte di questa magistratura che fu lustro e decoro della città di Ferrara. Nel 1901, con decreto ministeriale del 15 maggio, vennero riconosciuti a Cosimo Masi, di Cosimo, nato Ferrara 10 febbraio 1838, defunto, i titoli di conte (maschi) e patrizio di Ferrara (maschi). Arme del casato. Inquartato: nel primo e quarto d'azzurro allo scaglione d'argento intravagliato da una fascia di rosso ed accompagnato da tre rose dello stesso; nel secondo e terzo d'azzurro a due leoni coronati d'oro affrontati e tenenti un monte di sei cime pure d'oro, cimato da un braccio armato movente in palo dal monte ed impugnante con la mano di carnagione una spada (o un pugnale) posta in sbarra, il tutto al naturale. Motto della famiglia: Ama Dio. Altro ramo. Originaria di Montecatini, à dato alla Repubblica Fiorentina due gonfalonieri e 15 priori, ed alla Signoria tre Notari, Ser Tommaso di Francesco nel 1386, Ser Alberto suo figlio nel 1440, e Ser Lotto di Francesco nel 1456. Fu famiglia ricchissima e per proprio conto tenne in mare diverse galere. Dopo l'assedio, si trapiantò in Parma ove ottenne la contea di S. Michele. A questo ramo appartiene l'infelice Conte Giambattista, fatto decapitare nel 1612, perché accusato di far parte di una congiura contro Ranuccio Farnese, la cosiddetta "Congiura dei Feudatari", alla quale partecipò anche Barbara Sanseverino. La famiglia levò per arme. D'azzurro, allo scaglione diminuito d'argento, accompagnato da tre rose di rosso, 2.1, e alla fascia diminuita attraversante dello stesso (nell'arme di Lodovico di Antonio Masi, capitano di Volterra nel 1555, si trova nel capo una croce di Sant'Iago). Alias. D'oro, al palo d'argento, bordato di nero. Alias. D'oro, a due pali di nero. Alias. Inquartato: nel primo e quarto d'azzurro al castello al naturale merlato alla ghibellina, aperto, finestra e murato di nero; nel secondo e terzo d'argento pieno. Alias. D'oro, alla banda del campo, bordata di nero e caricata di una spada d'argento, posta nel senso della pezza. Alias. D'oro, alla gemella in banda d'oro racchiudente una spada d'argento posta nel senso della
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Stemma della famiglia: Vasi

Blasone della famiglia

Inquartato: nel primo e quarto d'azzurro allo scaglione d'argento intravagliato da una fascia di rosso ed accompagnato da tre rose dello stesso; nel secondo e terzo d'azzurro a due leoni coronati d'oro affrontati e tenenti un monte di sei cime pure d'oro, cimato da un braccio armato movente in palo dal monte ed impugnante con la mano di carnagione una spada posta in sbarra, il tutto al naturale.
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