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Herkunft des Familiennamens Vicolini, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Marchesi
Heraldik die Familie: Vicolini
Krone des Adels Vicolini
Antica famiglia lucchese, ammessa alla nobiltà nel 1527, e detta anticamente Vernareccia. Tale cognominizzazione, anteriore al XIV secolo, dovrebbe derivare, direttamente o attraverso modificazioni ipocoristiche o patronimiche, da variazioni del nome medioevale Nicolaus o Nicolao e dei suoi derivati come Nicola, Nicolò. Prime tracce di essa, le troviamo agli inizi del '300 a Pisa: "...Haec autem e vetusto Codice MSto, existente Florentiae in Bibliotheca nobilis viri Antonii Nicolini, describenda curavit Illustrissimus Comes Albericus Archintus Mediolanensis, Abbas Commendat....", e negli atti di un processo per stregoneria a Bormio (SO) nel 1519: "...domina Judith uxor ser Johannis Baptiste de Mariolis de Burmio... Fortsetzung folgt
filia quondam domini Nicolini de Zenonis de Burmio habet super infrascriptis...". La famiglia alzò per arme. D'azzurro, al capriolo cucito di rosso, accompagnato da tre gigli d'argento, 2 in capo, ed 1 in punta; col capo d'Angiò. Altro ramo. Antichissimo casato, detto Niccolini o Nicolini, il quale deriva da una scissione, avvenuta nella famiglia Sirigatti, verso la metà del XIII secolo. I Sirigatti erano originali della Val di Pesa. Il primo di cui si ha notizia è un certo Arrigo, figlio di un uomo chiamato Lucense. Il primo della famiglia a trasferirsi a Firenze sarebbe stato Nicolino di Ruza di Arrigo, verso la fine del XIII secolo. A partire da questo personaggio la famiglia cominciò a chiamarsi N. dei Sirigatti, e poi solamente . I discendenti di Nicolino, si distinsero nelle attività mercantili. In primis Lapo, di Giovanni (1356-1429), il quale fu un ricco mercante ed importante personaggio politico nella Firenze repubblicana. Otto di Lapo di Giovanni (1410-1470) fu una figura di spicco nella politica del quattrocento. Alleato di Cosimo il Vecchio, ambasciatore della repubblica fiorentina e valente giureconsulto, fu tra i protagonisti dell'instaurazione del regime mediceo. Otto si legò a Cosimo de' Medici, ed il suo ruolo e la sua influenza politica dovette ben presto affermarsi, se il suo nome appare al secondo posto nel noto patto col quale 64 personaggi giurarono fedeltà a Cosimo il 1 Maggio 1449. Le fortune politiche ed economiche della famiglia si assestarono definitivamente con Agnolo di Matteo (1502-1567) e con suo figlio Giovanni (1544-1611). Agnolo fu uomo di fiducia di Cosimo I, dal quale fu incaricato delle più delicate missioni, non ultima quella di difendere i suoi diritti ereditari contro le pretese di Margherita, figlia di Carlo V , e di Caterina de'Medici, prossima regina di Francia. Rimasto vedovo nel 1550, Agnolo fu premiato per la sua lunga attività al servizio di Cosimo con l'elezione al cardinalato e l'assegnazione della diocesi di Pisa. La fedeltà verso la dinastia medicea ebbe la finale consacrazione con la concessione del titolo di marchese di Ponsacco e Camugliano fatta da Ferdinando II a Filippo di Giovanni (1586-1666) nel 1637. Non si può tacere di un'altra figura della famiglia, ossia di Antonio N., personaggio di spicco nel Settecento italiano. Antonio (1701-1769) era l'ultimogenito di Filippo, terzo marchese di Ponsacco e Camugliano, fu uomo con grandi e molteplici iteressi. Dopo aver studiato sotto la guida di Giuseppe Averani affiancò alla sua passione letteraria curiosità sempre più vive verso nuove culture, tra cui quella anglosassone. Conobbe anche l'esilio, quando nel 1748, il governo toscano gli intimò di non fare più ritorno nel Granducato. Altro personaggio di spicco di questa famiglia è stato il marchese Eugenio, di Camugliano, che alla fine dell'Ottocento ricoprì varie cariche di prestigio, fu infatti sindaco della città di Prato e soprattutto Senatore del regno d'Italia. Viene anche ricordato per le sua grande maestria nell'arte venatoria. Famoso ed oggi introvabile il libro che racchiude le sue memorie di caccia. Nel 1879 Eugenio N. sposò l'ultima discendente della
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Familien-Wappen: Vicolini

Blasonierung die Familie

D'azzurro, al capriolo cucito di rosso, accompagnato da tre gigli d'argento, 2 in capo, ed 1 in punta; col capo d'Angi
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