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Origine del cognome Vicomero, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Nobili
Araldica della famiglia: Vicomero
Corona nobiliare Vicomero Famiglia, originaria da Alessandria, stabilitasi in Pavia, nel secolo XIV. Ottenne il riconoscimento della nobiltà con decreto 26 giugno 1777 del tribunale Araldico in persona di Giuseppe, di Giovanni Battista, di Domenico Gerolamo, il quale ottenne anche la conferma nella revisione nobiliare fatta dall'Austria dopo il periodo Napoleonico (Sovrana Risoluzione 28 gennaio 1817). In occasione del riconoscimento del 1777, fu accertata la seguente geneaologia, che rimonta agli inizi del secolo XVI. Da Federico, vivente nel 1531, nacque Gio Battista che fu vice pretore e sindacatore di Alessandria (1565, 1570, 1590). Ebbe come figlio Pietro Francesco, dal quale nacque Siro,... Continua

notaio collegiato della città di Pavia. Questi un giuspatronato ecclesiastico sulla cappella di S. Croce e S. Barbara eretta nell'oratorio di S. Maria dalle mille virtù in Pavia. Da Siro nacque Domenico Gerolamo (n. 13 settembre 1712) che coprì le cariche di giudice delle strade e di capitano della darsena di Pavia e di tutti i fiumi dello stato di Milano. Da Domenico Gerolamo e dalla nobile donna Margherita Besapè, sua moglie, nacque Giuseppe, riconsciuto nel 1777 e confermato nel 1817. Questi sposò la nobile Deidamia Vistarini, figlia del nobile Ferdinando, decurione di Lodi, dalla quale ebbe il figlio Girolamo, che sposò Giuseppa Bottigella diede i natali agli attuali inscritti nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di nobile (mf.) e trattamento di don e donna. Essi sono: Sirio, n. Pavia (S. Michele Maggiore), 9 dicembre 1809; Ferdinando, n. ivi 28 aprile 1811; Luigi, n. ivi 11 maggio 1812. Motto della famiglia: Inter spem et metum. Altro ramo. Originario da Centallo, ricevette la concessione dell'arma gentilizia nel 1614. Suo nipote, Luigi, si laureò in leggi, e quindi fu avvocato fiscale a Saluzzo (1729) e successivamente prefetto a Biella e a Mondovì. Il figlio di costui, Giuseppe (deced. Centallo, 1806), seguì le orme paterne e addottoratosi in leggi, ebbe le cariche di avvocato fiscale a Pallanza (1771), a Vercelli (1774) e a Torino (1782), quindi di prefetto di Susa (1790) e di Tortona (1795).


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Stemma della famiglia: Vicomero

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla rovere nodrita su una zolla di terreno erboso, il tutto al naturale, e sostenuta da 2 leoncini d'oro affrontati; col capo d'oro all'aquila di nero coronata del campo. Motto: Inter spem et metum.
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