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Origine del cognome Zannuto, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Nobili
Araldica della famiglia: Zannuto
Corona nobiliare Zannuto Nel 1855, con Breve Pontificio, fu concesso ai discendenti dei fratelli di monsignor Luigi, il titolo trasmissibile di nobile di Veroli. La famiglia è iscritta genericamente nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di nobile di Veroli (mf.). Altro ramo. Le memorie di questa famiglia risalgono a quel Zannuto Tolberto da Trevignano, che fu notaio imperiale a Treviso nel 1349. I Zannuto ebbero dimora in vari paesi; un vecchio documento del 1366 ricorda un Zannuto da Prata, capitano di Udine durante il dominio patriarcale. In un testamento in data 23 agosto 1528, rogato dal notaio Canali Girolamo, una certa Elena,... Continua

abitante a San Polo a Venezia, vedova in primo voto di Martino de Pizonibus nomina esecutore nelle sue ultime volontà: Johannes q. Antonio de Pizonibus. Tale località può essere una delle varie situate nella provincia di Bergamo, e quindi si ha motivo a credere che i Zannuto stabilitisi a Venezia nei secoli seguenti, siano provenienti dalla bergamasca. Un Antonio di Zuan, garzotto da panni di lana a S.Nicolò, con atto 25 settembre 1639, nel quale incarica la sua consorte Franceschina di dividere la sua sostanza tra Alvise Steffanini, Lodovico e Benetto Gajo e l'Ospitale dei Ss. Gio. e Paolo, si dichiara senz'altro bergamasco. Nel 1647 una certa Nadalina Franchi, moglie di Giacomo Zannuto abitava a Santa Marina. In quei tempi, e precisamente al 28 marzo 1656 i Provveditori di Comun accordarono a Dominus Zannuto, filius Domini Bartholomaei, la cittadinanza veneziana de intus. Don Bortolo, Filippo ed Andrea il 1° gennaio 1662 ebbero in dono dal proprio fratello Marin Zannuto, di Vincenzo, i suoi averi, avendo deciso di entrare nell'ordine dei frati Agostiniani. Nel giugno 1674 Livia Zannuto, del fu Antonio, a soli 36 anni moriva per non poter partorir lasciando nel più profondo dolore il marito Giacomo Cigala ed i figli Giuseppe e Francesca. Sorte migliore ebbe invece Caterina Borasca la quale si sposò tre volte: la prima con Pietro Bonacioli la seconda con Francesco Ornoldo; la terza con Giuseppe Zannuto. La Borasca doveva essere in buone relazioni con varie case nobili e cittadine, poiché il 7 gennaio 1703 lasciò in eredità alla N. D. M. Zen Condulmer, all'illustrissima Lucietta Tirabosco, e a Pilla Adriana oggetti di valore artistico.


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Stemma della famiglia: Zannuto

Blasone della famiglia

D'oro, a cinque stelle di sei raggi di rosso.
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