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Origine del cognome Zantonello, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Araldica della famiglia: Zantonello
Corona nobiliare Zantonello Nel secolo XV parecchi personaggi, appartenenti al casato versavano nelle arti belle. Oltre al ramo di Messina (1447-1496), che diffuse per l'Italia il colorimento ad olio, e che a Venezia lo si ricorda per le sue ammirevoli tavole in cui rivela forti qualità di ritrattista, è da rammentare l'A. da Pisa che nel 1475 ritrattò Alvise Pasqualini. Non si conoscono però quali rapporti di parentela corressero tra l'A. di Messina ed i fratelli Giacomo e Simone fu A. da "Sicilia" creati cittadini veneziani l'11 settembre 1473. Costoro vivevano in un'epoca felice: Venezia doviziosa per commerci e per egregie opere d'arte... Continuasegnava un'era buona e prospera. Forse tale cognome, vezzeggiativo di Antonio, venne assunto da qualcuno dei tre discendenti di Aliotto Caopenna, Signore di Lesina, in Dalmazia, eletto cittadino veneziano. Questi, vissuti negli anni 1394-1498, non lasciarono tracce discendentali nelle genealogie dei Caopenna. Il cognome degli A. comparisce, invece, tra i più autorevoli artefici dell'orificeria di quel secolo. Assai estimato dai suoi contemporanei fu maestro A. della moneta, perchè era magister a stampis in cecha nostra, e si ritiene che debbasi al suo bulino alcune monete coniate durante il dogado di Cristoforo Moro. La valentia dell'A. era così valutata che il Consiglio dei X lo volle, il 27 febbraio 1484, cooperatore di Alessandro Leopardi l'autore dei pili di S. Marco, ed in parte del monumento a Colleoni. Morto l'Antonello, il figlio suo Silvestro continuò ad incidere e coniare monete in Zecca. Da quest'epoca gli A. assunsero stabilmente tale cognome; ebbero numerosa figliazione e si sparsero nella provincia veneta. Alla esazione della Colta Ducale o Tansa delle Lanze, decima imposta ai sudditi di terra ferma, nel 1587 ad Oderzo ne fu incaricato Missier Parise, il quale compare in giudizio per una causa contro il fisco promossa dai fratelli Liberali. In un testamento del 6 ottobre 1669, rogato dal notaio Cigrini, si legge il seguente passo, che si può variamente interpretare: Io conte di conti Padovano, figlio di Missier A. di Bressanelli chierego et cappellan in S. Andrea di Padova ritrovandosi in Venezia Lazzo Cesare e Tomaso miei fratelli eredi universali. In altri documenti, di poco posteriori, si accenna alla "Villa di Bressanillo" (Bressaneecava alla propria abitazione accompagnato dal suo congiunto Giovanni Maria Noventa.
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Stemma della famiglia: Zantonello

Blasone della famiglia

D'azzurro al destrocherio armato d'argento.
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