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Origen del apellido Randolfini, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Patrizi
Heráldica de la familia: Randolfini
Corona de la nobleza Randolfini
Famiglia originaria di Signa, di cui si ritiene capostipite un ser Pandolfino , di Rinuccio da Signa, notaio, che fu degli Anziani del suo Comune nel 1255 e combattè coi guelfi fiorentini a Montaperti nel 1260. da ser Jacopo, suo figlio, nacquero ser Bertaldo e ser Giovanni, entrambi notai della Signoria di Firenze, ilprimo negli anni 1285 e 1294, e il secondo nel 1295, 1308 e 1313. Ser Giovanni suddetto fu padre di Filippo, de' Priori di Firenze nel 1381 e gonfaloniere nel 1392. I suoi discendenti ebbero per ben 28 volte il Priorato e per 12 volte, sino al... Continuará
1523, la suprema carica di gonfalonieri del Comue. Figlio di Filippo fu Agnolo, armato cavaliere dalla Repubblica Fiorentina, ambasciatore a re Ladislao di Napoli nel 1411 e a Sigismondo imperatore nel 1433. A lui venne per lungo tempo attribuito erroneamente il notissimo trattato "Del governo della famiglia", che la moderna critica ha rivendicato a Leon Battista Alberti. Dal matrimonio di questo con Ginevra Strozzi nacquero Carlo e Giannozzo. Figlio del primo fu Carlo, nel 1451 ambasciatore all'imperatore Federico III, che lo decorò della dignità equestre, poi a papa Niccolò IV, a papa Paolo II e a Sisto IV. Da lui venne Domenico, gonfaloniere di Firenze nel 1476 e 1492, che fu padre di Zanobi, benemerito del suo Comune per averlo generosamente sovvenuto di denaro negli angosciosi frangenti dell'agonia della sua libertà: il cuo ramo si estinse nel 1703 col capitano Piero Piero, di Niccolò. Giannozzo, secondogenito di Agnolo surricordato, fu grande amico e fautore di Cosimo de' Medici, ambasciatore nel 1450 a re Alfonso d'Aragona in Napoli, dove fu creato cavaliere a spron d'oro; nel 1452 commissario generale de' Fiorentini per la guerra contro re Alfonso suddetto, di cui fugò l'esercito dal territorio della Repubblica; ambasciatore nel 1455 a Callisto III, e poi a Venezia. Alla sua morte, nel 1456, gli furono rese solenni onoranze e ne proncunciò il funebre elogio il famoso letterato Giannozzo Manetti; il suo splendido monumento sepolcrale nella chiesa di Badia viene attribuito allo scalpello di Mino da Fiesol. Da lui nacquero: Niccolò, canonico della Metropolitana fiorentina, vescovo di Pistoia nel 1474, poi cardinale nel 1517, morto nel 1518; Jacopo, padre di Battista, che al pari del figliuol suo Fil Alessandro VI creato cavaliere a spron d'oro nel 1492.
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Escudo de la familia: Randolfini

Blasòn de la familia

D'azzurro, a tre delfini d'oro, nuotanti uno sull'altro, sormontati da tre gigli dello stesso posati fra i quattro pendenti di un lambello di rosso col quartier franco sinistro d'argento, carico d'un vaso d'azzurro nel quale
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