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Origen del apellido Dijorio, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Cavalieri
Rastro heráldico de la familia: Dijorio
Corona de la nobleza Dijorio Famiglia abruzzese, di antica e nobile tradizione, la quale è un ramo della nobile ed omonima famiglia campana. Tal cognominizzazione è una patronimia derivata dal nome Jorio, una forma regionale meridionale del nome Giorgio, documentata sin dal Medioevo e sorta, probabilmente, per influsso bizantino e neogreco. Altri genealogisti, invece, ritengono che tal casato sia sorto all'interno della gens romana dei Giorgi, una cui "familia communi iure" si stabilì nella attuale frazione di San Iorio, dando origine a tal illustre casato, il quale, nel corso dei secoli, si propagò in diverse regioni d'Italia. La famiglia, come rilevasi da documenti ed atti notarili, sin dai tempi più remoti, diede luce a personaggi di elevate virtù, tra i quali, ricordiamo: Antonio, dottore "in utroque jure", vivente in Chieti, nel 1587; D. Giovanni Antonio, R. Sacerdote e Missionario Apostolico, nobile di Procida, per la cui scomparsa, nel 1641, fu fatta un'iscrizione lapidale, nella Chiesa... Continuarádi S. Maria del Popolo; Giuseppe, oratore e poeta latino, vivente in Chieti, nel 1689; Nicola, Arcivescovo di Nazareth dal 1726 al 1744, nato a Napoli il 19 giugno 1679, laureato in utroque jure e canonico di Benevento; Erasmo, monaco Bernabita, vivente in Chieti, nel 1733; Sig. Don Domenico, nato in Napoli, nel XVIII secolo, erudito teologo, Vicario Generale della metropolitana di Napoli e Vescovo di Samaria; Michele, celebre giureconsulto, vivente in Napoli, nel XVIII secolo; Michele, consigliere in Chieti, vivente nel 1745; D. Andrea,(Procida, 16 febbraio 1769 - Napoli, 1° febbraio 1851), esimio conoscitore delle antichità di Pozzuoli, archeologo ed etnografo, canonico della ch. arciv. di Napoli; Cavalier Filippo, nato in Paterno, il 20 dicembre 1800, del Cavalier Giuseppe, eletto capo del governo provvisorio, dopo la rivoluzione del 1820, e di Maddalena Modestino, che per ben tre volte sedè nel consiglio provinciale di Principato Ulteriore, tenne nel suo distretto le funzioni di sottintendere, venne nominato ispettore de' reali scavi nel distretto di Santangelo dei Lombardi, professore di agricoltura e matematica e ispettore della pubblica istruzione, autore di molte lodatissime opere letterarie, accolto nell'Arcadia di Roma a proposta di Gabriele Rossetti; Ignazio, legato della Corte di Sicilia, in Oriente, vivente nel 1821; mons. Pietro Alfonso, originario dell'Irpinia, arcivescovo di Taranto, dal 1885 al 1908, con il motto "Opus solidarietatis pax" ed arme: d'azzurro, a tre montagne affiancate di verde, sostenenti, quella destra, una torre al naturale, aperta e finestrata del campo, e quella sinistra, un leone impugnante una spada, il tutto d'oro. Michele, nativo di Colli a Volturno e Vescovo di Bovino, dal 1887 al 1898. La famiglia fu inserita nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 e riconosciuta dal Corpo della Nobiltà Italiana, con provvedimento di Re Umberto II d'Italia. Arme del casato. Partito di rosso e d'oro, a due leoni affrontati dell'uno nell'altro, al capo d'azzurro, caricato da una colomba planante, aureolata e raggiante, il tutto d'argento. Alias (Monsignore) D'azzurro, a tre montagne affiancate di verde, sostenenti, quella destra, una torre al naturale, aperta e finestrata del campo, e quella sinistra, un leone impugnante una spada , il tutto d'oro. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Escudo de la familia: Dijorio

Blasòn de la familia

Partito di rosso e d'oro, a due leoni affrontati dell'uno nell'altro, al capo d'azzurro, caricato da una colomba planante, aureolata e raggiante, il tutto d'argento.
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