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Origine del cognome Granato, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Granato
Corona nobiliare Granato Originaria di Spagna, si stabilì in Messina ove conseguì cariche onorevoli. Due Celi Granato furono senatori; Francesco, Antonio e Bernardo giudici della Corte straticoziale nel 1321; Saverio Vescovo di Girgenti; Onofrio Abate ordinario della SS. Trinità della Cava. Un Baldo, dottore in leggi, conestabile di Messina e distretto per privilegio dato a 2 agosto 1546 esecutoriato a 20 febbraio 1548, maestro notaro del Portulano o Campo di Messina e credenziere della dogana per privilegi dati a 1 gennaio e a 10 aprile 1547 esecutoriati a 5 novembre dello stesso anno; un Pietro, credenziere della secrezia di Messina 1574, ascritto alla mastra nobile del Mollica alla lista I, anno 1587; un Giovan-Leonardo, giudice della Gran Corte Criminale del Regno nel 1573-74-75; un Giuseppe, figlio di Pietro predetto, ascritto alla mastra nobile del Mollica alla lista XIV, anno 1600; un Antonino, giurato forestiero di Messina nel 1746-47; un Paolo ed un monsignor... Continua
Saverio, figli di Antonino, il primo rettore nobile degli Spersi in Messina nel 1763-64 ed il secondo vescovo di Girgenti, ascritti alla mastra nobile di Messina del 1798-1807, ecc. La presenza del motto nella bibliografia documentata della famiglia ci conferma l'avita nobiltà raggiunta della casata. Infatti l'origine del motto risale a circa il XIV secolo e deve essere ricercata in quei detti arguti che venivano scritti sui vessilli o bandiere dei cavalieri, esposti alle finestre delle locande in cui questi alloggiavano, in occasione dei tornei, e durante i tornei stessi. Il motto era un pensiero espresso in poche parole facente allusione a un sentimento palese o nascosto, a una qualità, a un ricordo storico, per stimolo al coraggio o onore. Era scelta dal capo della famiglia, dal cavaliere entrante in lizza o data dal sovrano al proprio uomo ligio. Motto della famiglia: Bene docet.

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Stemma della famiglia: Granato

Blasone della famiglia

D'azzurro, alla melagranata coronata d'oro, gambuta e fogliata di due pezzi di verde, aperta e granita di rosso.
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