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Origen del apellido Lazzari, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Patrizi - Cavalieri - Conti - Baroni
Variaciones apellido: de Lazzari
Rastro heráldico de la familia: Lazzari
Variaciones apellido: de Lazzari
Corona de la nobleza Lazzari
Antica ed assai nobile famiglia, al dir del Galluppi oriunda da Castelnuovo di Scrivia, al dir del Crollalanza oriunda da Milano, passata a risiedere primieramente in Genova e quindi in Messina con un Gio. Batta, alla cui nobiltà venne aggregata alla nobiltà nel 1584. Moltissimi furono gli insigni personaggi che da tal casato trassero i natali: un Simone fu notaro del Porto della città di Catania; un Andrea fu giudice di Marsala nel 1492; un Giulio tenne la carica di giurato in detta città nel 1525 e fu padre di Mario, che passò in Trapani dove fu senatore negli anni... Continuará
1564-65-66; un Giuseppe fu prefetto di Trapani; un Mario, con privilegio dato in Madrid a 14 aprile, esecutoriato a 20 luglio 1567, ottenne il titolo di nobile col Don; un Cesare fu giudice pretoriano di Palermo nel 1597-98; un Michele lo troviamo ascritto alla mastra nobile del Mollica; un Tommaso fu ascritto pure alla detta mastra nobile; un Antonino fu giudice della Gran Corte negli anni 1657-58-59; un Placido fu cavaliere di Malta e senatore di Palermo negli anni 1699-700-701-2; un Lorenzo fu giurato nobile di Messina nell'anno 1746-47; un Giuseppe, barone di Fiumefreddo, fu rettore nobile delle Verginelle di Messina nell'anno 1767-68. La famiglia Lazzari, inoltre, passò all'ordine di Malta, come quarto di altra famiglia sin dal 1581 e nell'anno 1682 passò in persona di Antonino Lazzari-Gotho-Cocchiglia e Spadafora. Altra famiglia. Nobilissima famiglia, detta anche Wcovich-Lazzari, originaria della Bulgaria, con domicilio in Venezia. Uno dei suoi autori, ossia Giorgio W., avente per moglie Maria Comnena, sorella dell'Imperatore Giovanni Trapesunzio, spedito quale oratore ed ambasciatore alla Repubblica di Venezia, fu aggregato alla nobiltà veneziana, per decreto 31 dicembre 1435, registrato presso la Cancelleria Ducale, nel libro "Ursa", pag. 106. All'epoca di Ferdinando II, la famiglia Wcovich assunse il soprannome di Lazzari, secondo il costume di quei tempi, da vari individui del casato aventi cotal nome, i quale, come emerge dalle Storie, si distinsero nelle guerre contro il Turco invasore. Maria Altadonna, figlia di Michelangelo Comneno, fu l'ultima femmina di tal casato che si imparentò con la famiglia Lazzari e, precisamente, con un Gio. Batta, mancato ai vivi nel 1682, dal cui ceppo derivano gli attuali rappresentanti della famiglia. Nel 1673, il 20 dicembre, in Trento, il Principe Angelo Maria Comneno, con apposita Patente, inerendo ad altri atti più antichi, concesse a Gio. Antonio e Michele W.-L., suoi nipoti, i titoli di Conti per essi e discendenti legittimi ed anche in perpetuo il Cavalierato dell'insigne Ordine Angelico Aureato Costantiniano di San Giorgio, di cui era Gran Maestro, creando i Wcovich-Lazzari archivisti perpetui dell'Ordine stesso. Sottoposti questi titoli a S.M.I l'Arciduchessa Maria Luigia, Duchessa di Parma, nella sua qualità di Gran Maestro del detto Ordine, si è la Maestà sua degnata con Patente 11 dicembre 1820, di riconoscere e nominare a Cavaliere del Sacro Ordine imperiale il sif. D. Gio. Batta Wcovich-Lazzari, sacerdote, in considerazione del disposto dal di lei antecessore Angelo Maria Flavio Comneno a favore dei predetti Giovanni Antonio e Michele, figli di Gio. Battista e di Maria Altadonna Flavia Comneno. Sua Maestà l'Imperatore e Re si è clementemente degnato di permettere al sacerdote D. Gio. Batta Wcovich-Comneno di assumere la nomina di Cavaliere e di portarne le insegne, con S.R. 18 giugno 1821. Altra famiglia. Nobile casato pistoiese, fiorente sin dal 1204, epoca in cui un Lazzaro di Rustichello era console in patria. M. Lanfranco di Lazzaro fu console dei soldati nel 1222; Angiolo di Datuccio fupodestà di Arezzo nel 1384; Sinibaldo fu podestà di Viterbo nel secolo XVI; Filippo fu insigne legista. Altra famiglia. Nobile casato di Brescia,
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Escudo de la familia: Lazzari
Variaciones apellido: de Lazzari

Escudo de la familia Lazzari

1 Blasòn de la familia Lazzari

Diviso; nel 1° d'oro, con l'aquila spiegata di nero; nel 2°, del primo con tre bande di rosso.

Lazzari di Lombardia, Liguria, Lazio e Sicilia. Citato in "Blasone In Sicilia ossia Raccolta Araldica" V. Palizzolo Gravina, Palermo 1871-75, p. 232.

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2 Blasòn de la familia Lazzari

D'azzurro al melo fiorito, ramato, fruttato, nodoso, piantato sulla campagna di verde, addestrato da un uomo nudo che con un bastone tenuto con ambe le mani batte i frutti dell'albero, il tutto al naturale.

Lazzari originari di Ascoli Piceno. Citato in "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", Vol. IV pag. 72.

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3 Blasòn de la familia Lazzari

Di rosso, alla croce di sant'Andrea di vaio, accompagnata in capo da una stella a otto punte d'oro.

Lazzari di Pistoia. Citato in "Raccolta Ceramelli Papiani" custodita presso l'archivio di stato di Firenze, fasc. 5844.

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4 Blasòn de la familia Lazzari

D'argento, al leone di rosso coronato d'oro, tenente tre spighe fogliate dello stesso.

Lazzari di Venezia. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 15, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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5 Blasòn de la familia Lazzari

Bandato d'argento e di rosso; col capo d'oro, all'aquila di nero coronata dello stesso.

Lazzari di Alessandria. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 14, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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6 Blasòn de la familia Lazzari

Spaccato d'argento e di verde , al volo di nero movente dalla punta, dal mezzo del quale sorge un braccio al naturale volto a destra, impugnante una palma di verde.

Lazzari (de) di Brescia. Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 14, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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