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Origen del apellido Mazzotti, país de origen: Italia

Nobleza: Conti
Variaciones apellido: Mazzotta
Rastro heráldico de la familia: Mazzotti
Variaciones apellido: Mazzotta
Corona de la nobleza Mazzotti
Antichissimo casato lombardo, la cui presenza è testimoniata sin dalla fine del XVI secolo, le cui numerose diramazioni si sono sviluppate in diverse direzioni genealogiche. Uno dei principali della famiglia, trae origine in Chiari. I fratelli Francesco e Giovanni Mazzotti, infatti, nati in Chiari nella prima metà del XIX secolo, secondo un'usanza assai diffusa all'epoca, a decorrere dal 1880, aggiunsero al patronimico paterno il cognome della famiglia estinta della madre, Laura Biancinelli. Francesco Mazzotti Biancinelli (1835-1907), consigliere comunale per quasi tutta la vita, è affiancato nell'impegno politico dal fratello Giovanni, consigliere provinciale e vicepresidente del Consiglio Provinciale. Dal 1881 al 1882, il detto Francesco Mazzotti Biancinelli diventa Sindaco di Chiari. Unitosi in matrimonio con Angelica Bellini, ebbe cinque figli: Laura e Maria, n. 1861 e 1863; Lodovico, n. 21 giugno 1870; Fiorentino, n. 1876 e Antonio, n. 1864 e scomparso a soli sedici anni, a Milano. Personaggio attivo sul fronte... Continuará
imprenditoriale, finanziario e filantropico, Francesco Mazzotti Biancinelli, per tradizione familiare, diede seguito all'opera dei suoi predecessori nella cura del Pio Istituto Morcelliano Orfanatrofio Femminile fino alla sua morte, avvenuta in data 1° ottobre 1907. Giovanni Mazzotti Biancinelli (1839-1918), laureato, sposò Santa Narcisi, dalla quale ebbe quattro figlie, una delle quali morta in tenera età. La moglie scomparve a soli 39 anni, nel 1887, lasciando in profondo sconforto il marito, che le dedicò un libro in cui si tratteggia, in forma epistolare, la figura spirituale della consorte. Giovanni Mazzotti, letterato di buona levatura ed intellettuale cattolico, autore di svariare pubblicazioni, per anni fu collaboratore de "Il Cittadino" di Brescia. Lodovico Mazzotti Biancinelli, nato il 21 giugno 1870, è probabilmente il personaggio più noto della famiglia. Laureato, convolò a nozze, nel dicembre 1895, con la contessa Lucrezia Faglia. La nobildonna, nata il 16 novembre 1873, appartiene a una delle più note famiglie clarensi, figlia, con la sorella più giovane Paolina, del conte Giuseppe Faglia. I due sposi presero casa a Rudiano, nella residenza ereditata dal primo marito della contessa Lucrezia. A Rudiano, i Mazzotti fino agli Cinquanta del Novecento disposero di cospicue proprietà terriere e sempre in Rudiano nacquero i tre figli di Lucrezia e Lodovico: Francesco, nato e morto nel 1900, Angelica detta Nelly, nel 1903 e Francesco Giuseppe Antonio, detto Franco, nel 1904. Da Palazzo Fenaroli in Rudiano, la famiglia Mazzotti passò di nuovo in Chiari, nel secondo decennio del Novecento. Lodovico Mazzotti amministrò le estese proprietà terriere nella campagna di Rudiano della moglie e del figlio di lei, Guido Fenaroli, con disinvolte operazioni. Lodovico Mazzotti Biancinelli, scomparso nel 1933, è stato una personalità straordinariamente vitale e spregiudicata all'epoca: magnate della Finanza nei primi decenni del Novecento e specialmente nel primo dopoguerra, presidente e membro del Consiglio d'Amministrazione della Banca Popolare di Chiari, vicepresidente e membro del Consiglio d'Amministrazione del Credito Agrario Bresciano. Stupefacente il suo fiuto "imprenditoriale", che gli ha permesso di riconvertire le già grandi risorse economiche della sua famiglia e della contessa Lucrezia Faglia, verso il settore imprenditoriale e industriale. Finanziere già impegnato, durante la Prima Guerra Mondiale, con l'appalto dei dazi in Veneto, nel secondo dopoguerra esercitò la più esplosiva scalata nel campo dell'alta Finanza, con manovre nel settore dell'industria elettrica: consigliere d’amministrazione e, dal 1923, presidente della Società Anonima Fabbrica Automobili Isotta Fraschini, leader nel settore delle auto di lusso e dei motori per automobili e aerei nei primi anni Trenta. Azionista delle Cartiere di Toscolano, della Banca Popolare di Chiari, comproprietario del Teatro Regio di Parma, aveva immensi possedimenti nel ferrarese mentre a Cavernago, vicino Bergamo, disponeva di una azienda zootecnica, ove aveva importato, primo in Italia, la razza speciale dei bovini olandesi. I Mazzotti risiedevano abitualmente a Milano, nel palazzo di Piazza Castello ma avevano dimora anche a Torino, amici degli Agnelli e dei Gualino. A Roma, Lodovico Mazzoti disponeva di vaste proprietà a Monte Mario. Solo nel bresciano i Mazzotti possedevano 670 ettari di aree agricole.Il 20 dicembre 1928 per decreto reale,
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Escudo de la familia: Mazzotti
Variaciones apellido: Mazzotta

Escudo de la familia Mazzotti Biancinelli

1 Blasòn de la familia Mazzotti Biancinelli

D'azzurro al leone d'oro rampante tenente con le due branche una mazza ferrata al naturale con una stella d'oro nel canton destro del capo d'azzurro.

Mazzotti, Mazzotti Biancinelli e Mazzotti Biancinelli Faglia della Lombardia. Fonti: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", vol. IV; "Archivio Storico" di Heraldrys Institute of Rome.
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Escudo de la familia Mazzotti

2 Blasòn de la familia Mazzotti

Troncato d'argento e di rosso, sul tutto un leone d'oro inpungante una mazza d'armi del medesimo attraversante sulla partizione; col capo d'azzurro caricato di tre stelle d'oro male ordinate.

Blasone della famiglia Mazzotti nobile in Cesena; si trovano anche le forme cognominali Mazzotta e Mazzotti Rine. Elaborato da disegno conservato presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena, c. 162, nr. 869 - Italia.

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