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Origine del cognome Mipelli, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Mipelli
Corona nobiliare Mipelli Lo stemma riprodotto si conserva nei vecchi mobili appartenenti alla famiglia ed è depositato nella raccolta dei blasoni della Commissione Araldica per le provincie parmensi; ma nel Blasonario dell'Ordine Costantiniano di S. Giorgio di Parma, che rappresenta la raccolta ufficiale degli stemmi degli insigniti dell'Ordine nel periodo della duchessa Maria Luigi, l'arma della famiglia è d'azzurro alle tre pantofole del medesimo, II e I, al capo d'oro caricato dell'aquila nera. Famiglia antica originaria Busseto (Parma), alla quale già nel sec. XV e XVI si trovano individui in eminente posizione sociale, fra cui citiamo Francesco Bernardino, che amò chiamarsi Cipellario (n. nel 1841), studiò a Cremona sotto Lucaro, di cui riuscì uno dei più egregi discepoli; insegnò grammatica a Cremona nel 1497, in Piacenza nel 1502, ove dimorò 18 anni reggendo le pubbliche scuole. Nel 1527 ebbe l'incarico di leggere in Piacenza insegnadovi l'arte oratoria. Il Campi e il Tiraboschi lo... Continua
celebrano come dottissimo tra i grammatici dell'età sua; di lui vengono ricordate cinque opere. Lasciò due figli: Teopompo e Girolamo; il primo fu stimato giureconsulto. Un dottor Carlo, fu creato fiscale di Parma il 25 luglio 1597; un Benedetto di Lodovico da Busseto, insigne giurisperito, fu pretore a Bologna, capo di quella Rota, passò a Ferrara presso Ercole d'Este come consigliere di giustizia nel 1559; suo fratello Bartolomeo, fu cultore di diritto assai adoperato in Italia e fuori dalla S. Sede, fu ambasciatore al re Enrico, ed ebbe la carica di auditore e datario del card. Girolamo Verallo; morì nel 1612 e fu sepolto nella chiesa di S. Benedetto in Ferrara. Laura Beatrice fu poetessa, della quale leggonsi alcune rime nella raccolta poetica in morti di Camilla Beccaria edita nel 1595 in Pavia da Fulgenzio Cicogna. Con senzan dei decurioni di Parma del 22 giugno 1772 fu riconosciuta l'antica nobiltà di Francesco e Carlo padre e figlio, originari di Busseto e con deliberazione dell'anzianato di Piacenza del 5 gennaio 1773 i medesimi furono dichiarati nobili piacentini. Nei tempi moderni si distinse Paolo, nato a Cortemaggiore, uomo di lettere, membro dell'Arcadia, giudice al tribunale di Pontremoli, consigliere di Stato effettivo di Maria Luigia, procuratore generale di S. M. nel tribunale di Carlo (1805-1860), superati con plauso gli studi filosofici, scelse gli studi di medicina e si distinse, meritando la medaglia d'oro ai benemeriti, per l'opera intelligenti e amorosa largamente prestata a tutti i concittadini nell'epidemia del morbo asiatico scoppiato in parma nel 1836 e si segnalò pure grandemente nelle successive epidemie che funestrarono la sua città dal 1849-1855.

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Stemma della famiglia: Mipelli

Blasone della famiglia

Troncato al primo d'oro all'aquila di nero posata su un'asta nera; al secondo di argento alla fascia d'oro accompagnata da tre conchiglie al naturale due in capo e una in punta.
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