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Origine del cognome Mischieri, provenienza: Italia

Titolo: Conti
Traccia araldica della famiglia: Mischieri
Corona nobiliare Mischieri Famiglia originaria di Pradello (Piacenza). Fu nobilitata per i meriti di Benedetto dotto giureconsulto al servizio dei Farnese. Nel 1688 era confermato membro del magistrato delle fiere delle mercanzie, nel 1695 era nominato consigliere, nel 1699 governatore di Parma, nel 1704 Presidente del Consiglio di giustizia, nel 708 il 14 febbraio diveniva primo ministro, consigliere di Stato, di guerra e d'azienda. Il principe riconobbe i suoi meriti creandolo nobile con patente del 28 marzo 1690, conte con altra del 6 giungo 1698 e finalmente gli cedè il feudo di Costamezzana appartenente alla ducal Camera erigendolo in marchesato per lui e discend. (m.) come da rogiti dei notai camerali Pisani del 1706, 3 luglio e Lottici del 1706, 6 settembre Suo figlio Claudio, sposo ad una contessa Malaspina, era nominato nel 1710 avvocato fiscale di Piacenza e referendario e giudice delle acque di quel territorio; egli prestò giuramento di fedeltà come... Continua
successore al padre nel feudo di Costamezzana con atto del 22 giugno 1722 del notaio camerale Sacchi. Un Baldassarre fu verseggiatore distinto della seconda metà del secolo XVIII, arcade delle colonie Trebbinese e Romana. Il marchese Giuseppe, senatore del Regno, occupa un posto distinto nella storia locale del risorgimento patrio. Nel 1848, dopo la partenza di Carlo II da Parma fu chiamato a far parte con Pietro Gioia della reggenza istituita in quella città, ma preferì andare commissario a Bardi per decreto del governo provvisorio di quell'anno e poi di tenere cattedra di economia pubblica; dal 1849 al 1859 si tenne in disparte coltivando gli sudi prediletti di economia e dopo la partenza degli Austriaci da Piacenza fece parte del goveno provvissorio col Manfrini fino all'avvento del governo sardo, fu ministro delle finanze col Farini e mandato in Toscana per trattare con Bettino Ricasoli della fusione, fu deputato di Castellarquato nelle prime legislature della Camera Subalpina, poi dopo l'annessione deputato di Fiorenzuola nella VI e VII legislatura e nel 1868 senatore.

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Stemma della famiglia: Mischieri

Blasone della famiglia

D'azzurro alla banda d'oro alzata, accompagnata in capo da un sole dello stesso ed in punta da una torre merlata finestrata di rosso movente dalla punta e sormontata da un'aquila di nero.
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