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Origine del cognome Monso, provenienza: Italia

Titolo: Conti - Nobili - Signori
Traccia araldica della famiglia: Monso
Corona nobiliare Monso Sono ricordati sin dal 900 some signori di Misobolo il cui castello fu distrutto nel XIII sec. dai Biandrate, potenti feudatari ghibellini del Novarese; gli scampati si rifugiarono a Montalenghe presso Ivrea donde diramarono nel monferrato a Scandeluzza, nel Biellese a Vallenzengo, nel Canavese a Foglizzo, nel Novese a Lerma, ed ancora a Tortona, Voghera, Pavia, Alba, Milano, Torino originando altrettanti colonnellati. Il Cavagna Sangiuliani nel suo "Agro Vogherese" annovera i Monso tra le famiglie più antiche di Voghera viventi nei sec. XII-XIV; un antica pergamena fortunosamente pervenutaci illesa di cui da notizie il Montemerlo ed il Bottazzi elenca i T.tra le famiglie nobili viventi in Tortona nel 1140; essi parteciparono alla difesa della città assediata dal Barbarossa nel 1155; durante l'assedio s'insinuò tra i tortonesi, vista la situazione disperata, il proponimento di addivenire ad una resa onorevole suggerita e sollecitata da Monso dal Malopera e da Ugotto Rosano consiglieri... Continua

dei consoli rimasti ancora in vita. Non è noto dove i Monso esulassero dopo la resa del 17 aprile che imponeva l'esodo di tutti gli abitanti della città ma opiniamo emigrassero nella vicina Lerma di cui i Monso erano consignori ; questi poi il 5 aprile 1204 sottomisero il luogo al comune di Genova promettendodi difendere i castelli di Gavi e Parodi. L'abbandono della città, provocato dalle distruzioni del 1155 e 1163, delle famiglie nobili indusse i consoli a sollecitarne il ritorno ed i T. nel 1165 rientrarono in Tortona; un Andrea Monso, del fu Pietro il 10 novembre 1164 vende all'ospedale di Betlemme di Pavia beni in Casei ove fu rogato l'istrumento; nel 1181... un Giovanni di Gambarana, appare nell'elenco dei contribuenti il fodro ed il giogatico nelle terre tra Pavia e Milano, nell'Oltrepò pavese ed in Lomellina; Guglielmo è teste in atto del 29 ottobre 1196 ove i fratelli Oberto e manfredo del fu Simone di Mongiardino si sottomettono, col loro castello, al comune di Tortona; la chiesa di S. Gabriele di Pavia nel 1197 vende a Moracio di Stefano nonché ad Olderico ed Oberto Monso, due fondi in territorio di Casei; Guglielmo è teste in instrumento del 14 marzo 1197 con cui i Doria vendono quanto posseggono in Bassignana al monastero di Rivalta; lo stesso Guglielmo untiamente ad altri venditori ilanta massari di Monticelli tra cui Giovanni Monso il primo maggio 1204 giurano fedeltà all'abate del monastero del Salvatore di Pavia.


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Stemma della famiglia: Monso

Blasone della famiglia

D'azzurro, al leone d'oro; col capo del secondo, all'aquila di nero, coronata dello stesso.
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