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Origine del cognome Muzi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi - Duchi
Variazioni cognome: Muzj
Traccia araldica della famiglia: Muzi
Variazioni cognome: Muzj
Corona nobiliare Muzi Antichissima ed illustre famiglia, le cui prime notizie certe rimontano al XIII secolo. Nel 1250, infatti, sono ricordati dalle antiche memorie dell'Archivio di Camerino, i tre fratelli Giovanni, Broccardo e Gentile de' Muzi che, guelfi, osteggiavano Percivalle Doria, Luogotenente del ghibellino Re Manfredi che assediava Camerino. Un ramo di questa famiglia ebbe la Signoria di Prefoglio, Massa e Capriglia, con titolo comitale ma, tale ramo, si estinse col conte Gianfrancesco, nato il 24 marzo 1663. Il Lilii, nella sua "Storia di Camerino", libro V, dopo aver ricordato che, nell'ottobre del 1414, Sigismondo Imperatore creò conti Palatini i signori Paolucci di Camerino ,con la facoltà di crear Notari, legittimar bastardi, aggiunge che tale onore toccò anche ai Conti di Prefoglio. Il ramo, che tutt'oggi sussiste, discende da: Giovanni Battista, di Cesare, nato il 23 ottobre 1580, zio di Gianfrancesco. La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di Patrizio... Continua
di Camerino (mf.) ed è stata rappresentata da: Odoardo, n. Camerino 17 genn. 1864 dal fu Aniceto, professore, sp. a Spello (Umbria) il 23 settembre 1896, Giannina Benedetti. Figli: 1) Clara, n. Spello, 31 agosto 1897, sp. a Camerino il 30 ottobre 1922 ing. prof. Cav. Ferdinando Gallerani; 2) Maria, n. Penne (Pescara) 21 aprile 1899, professoressa, sp. a Camerino 5 aprile 1925, prof. Umberto Masturzi; 3) Ada, n.a Penne, 2 marzo 1901, dottoressa, sp. a Camerino 22 aprile 1930, dott. cav. Giovanni Panizzera; 4) Alfredo, n.a Penne, 11 maggio 1903, s. tenente 2° Alpini; sp. a Torino Fausta Peroni, da cui. a) Odoardo, n. Torino, 10 marzo 1927; 5) Mario, n. Camerino, 11 maggio 905, ispettore provinciale S.F. dell'Industria; 6) Piero, n. a Camerino, 4 gennaio 1907, geometra. Fratelli: 1) Arturo Muzi, n. a Camerino 4 gennaio 1868, sacerdote; 2) Gustavo Muzi, n. a Spello 4 novembre 1876, professore, sp. Adele Benedetti, da cui: a) Francesco, n.a Spello, 18 maggio 1904, sp. Angiolina Boccolà, da cui: Giorgio, n. Camerino, 19 agosto 1929; b) Luisa, n. Camerino, 16 novembre 1905. Altro ramo. Antichissima famiglia romana, per avita tradizione creduta discendente dalla Casa de' Scevola, passata, verso il 1400, in Fontecchio, ove ebbe sempre posizione eminente. Da Antonio Muzi, vissuto verso la metà del '400, presero origine Don Scipione Muzi, illustre avvocato (1742-1827), che fu padre di Filippo (1780-1866), dottissimo giureconsulto, nel 1821 sottintendente in Aquila e, nel 1848, Commissario del 2° Abruzzo Ulteriore. Altro ramo. Antica famiglia di origine romana, menzionata dal Camaldari tra le più antiche di Gallipoli. Se ne trova, d'altronde, attestazione sin dal XIII secolo, sempre ha occupato cariche ragguardevoli ed ha contratto nobili parentele. Rileviamo dagli stemmi, che Carlo Muzi fu Sindaco nel 1511; Antonio nel 1636; altro Antonio nel 1717 e nel 1718; Giangiacomo nel 1732 e non più poi comparisce fra gli stemmi sindacali, sebbene ancora esistesse, e vivesse decorosamente. Taddeo Barberini, figlio di Matteo Principe di Palestina e Grande di Spagna, fu marito di Silvia Duchessa Muzi, ereditiera del Duca Giacomo Muzi. Carlo Muzi, discendente di costui, si osserva Sindaco in Gallipoli e, sposando Maria Sermagistri, ebbe un figlio a nome Giovan Giacomo, che prese in consorte Lucrezia Scaglione. Giovan Giacomo passò in Lecce, annoverato fra le distinte famiglie di colà e fu fatto Sindaco. Egli fu fratello uterino di Giovan Giacomo Lazzari, che lasciò molti beni per l'erezione del Seminario e della Cattedrale di Gallipoli. La famiglia Muzi ebbe dottori, e sacerdoti e, fra questi, il Canonico Teologo D. Niccolò, che fu Decano di questa Chiesa, una Monaca in S. Teresa a nome Maria e Carlo. Giudice della Vicaria, che poi morì Presidente della Regia Camera della Sommaria, uomo dottissimo, ed insigne per scienze e per morale. Vi fu ancora D. Niccolò giureconsulto di rinomanza, il quale molte volte in Gallipoli occupò la carica di regio Giudice. Eravi eziandio D. Antonio, ch'ebbe due maschi, D. Vincenzo e D. Giangiacomo, e dal matrimonio del primo di essi con la signora Caterina Valentino

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Stemma della famiglia: Muzi
Variazioni cognome: Muzj

Stemma  della famiglia Muzi

1 Blasone della famiglia Muzi

D'azzurro alla fascia di rosso accompagnata in capo da due gigli, e in punta da un compasso con le punte verso il basso, il tutto d'oro.

Blasone della famiglia Muzi da Camerino. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" vol. IV p.756.

Stemma  della famiglia Muzi

2 Blasone della famiglia Muzi

D'azzurro alla fontana con la conca da due getti, affiancata da due leoni affrontati, accompagnati in capo da tre stelle di 8 punte, ordinate in fascia, il tutto di argento.

Blasone della famiglia Muzi da Camerino. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" vol. IV.

Stemma  della famiglia Muzi

3 Blasone della famiglia Muzi

D'azzurro al destrocherio vestito d'argento con la mano di carnagione impugnante una spada d'argento posta in palo, al rogo ardente al naturale posto in punta, alla fenice al naturale sulla sua immortalità posta sopra il braccio, al sole raggiante d'oro posto nel canton destro.

Blasone della famiglia Muzi di origine romana. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" vol. IV p.757.

Stemma  della famiglia Muzi

4 Blasone della famiglia Muzi

D'azzurro al destrocherio vestito d'argento con la mano di carnagione, impugnante una mazza d'arme d'argento, al fuoco di rosso movente dalla punta.

Blasone della famiglia Muzi dalla Campania. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI" vol. IV p.757.

Stemma  della famiglia Muzj

5 Blasone della famiglia Muzj

D azzurro, all'albero di verde, terrazzato dello stesso, con un nastro d'argento attraversante sul tutto e caricato del Motto : DICO DURA DATI.

Blasone della famiglia Muzj dalle Marche. Fonte bibliografica: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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