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Origine del cognome Parutta, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Nobili
Traccia araldica della famiglia: Parutta
Corona nobiliare Parutta
Nobilissima famiglia che il Di Giovanni, nel suo Palermo Ristorato, ed il Villabianca, nella sua Sicilia Nobile, vogliono trapiantata in Sicilia dalla Catalogna ai tempi di re Alfonso il Magnanimo; ciò che non è conforme al vero, come fu dimostrato da monsignor Vincenzo Di Giovanni in una sua monografia sul castello della Sala di Paruta. Noi infatti troviamo un Cossio giudice di Palermo a 31 lugllio 1344; un Ruggero, quello stesso notato dal Pirri e dal Villabianca, come presidente del Regno di Sicilia nell'anno 1436, castellano del Palazzo Reale e Maestro Razionale del tribunale del Real Patrimonio, che, con privilegio dato a 23 maggio 1408, ottenne da re Martino concessione in feudo per sè e suoi di onze 40 annue d'oro sopra i porti e le marine del regno di Sicilia e ciò in occasione del matrimonio contratto da detto Ruggero con Antonella e fu pretore di Palermo negli... Continua
anni 1407-8-9, 1417-18; castellano del castello superiore e inferiore di Corleone negli anni 1422, 1434; un Giaimo, figlio del precedente, pretore di Palermo negli anni 1441-42, 1444-45, maestro secreto e procuratore di Palermo, che a 25 febbraro 1460 ottenne conferma delle dette onze 40 annue d'oro, delle quali a 15 marzo 1474 ottenne conferma e nuova investitura Girolamo, figlio del precedente, che, con privilegio dato a 27 ottobre 1509 esecutoriato a 4 aprile 1510, ottenne infeudazione del territorio di Taguro, Ragali e Valguarnera e acquistò il feudo di Melia; un Giaimo-Andrea, figlio di Girolamo, a 17 settembre 1496 ottenne investitura delle onze 40 annue sui porti e marine del Regno e nello stesso giorno venne investito, per il primo in sua famiglia, del castello e feudo della Sala di Madonna Alvira, poscia chiamato Sala di Paruta; un Onofrio fu senatore di Palermo negli anni 1514, 1522, 1525, 1528; un Girolamo tenne la stessa carica nell'anno 1545; un Giovan Nicola fu giudice della Gran Corte negli anni 1571-72-73; un Filippo, a 30 agosto 1602, fu eletto segretario del Senato di Palermo, carica che ebbe confermata a vita nel 1620, e fu illustre letterato; Francesco, figlio del precedente, fu dottore in leggi, avvocato dei poveri nel 1627 e segretario del Senato di Palermo nel 1628.
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Stemma della famiglia: Parutta

Blasone della famiglia

D'oro al capo d'argento caricata di tre rose a cinque foglie.
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