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Origem do sobrenome Rivamonti, país de origem: Italia

Nobreza: Nobili
Rastro heráldico da família: Rivamonti
Coroa de nobreza Rivamonti
Nel "Liber Poteris Brixiensis", sicura e preziosa fonte di istoria bresciana, è menzionato un Anselmo de Rivamonti che prese parte tra i rappresentanti di Brescia al trattato di Costanza e che ivi venne creato nobile dell'Impero. Un Ferramondo fu giudice e notaro di Brescia, e molti altri menzionati nelle cronache del Due e Trecento. La tradizione vuole che da Anselmo discendano quelli oggi viventi in Brescia; per quanto essa non sia suffragata da elementi sicuri e da documenti, certo si è però che questa famiglia ebbe sempre in Brescia una posizione distinta e la discendenza provata risale a Paolo "de Codeferinis de Rivamonti" vivente in Castrezzato, vecchio borgo della provincia occidentale bresciana, sul principio del secolo XV. Egli deve essere morto poco prima del 1438 perché non figura nell'elenco dei difensori di Brescia in quell'anno contro i Visconti, come invece vi figurano i due figli Taddeo e Sebastiano. Un... Continua
altro ramo della stessa famiglia viveva in quel torno di tempo in Castelcovati, paese vivacissimo a Castrezzato. Venne anch'esso ascritto alla nobiltà bresciana conservando sempre l'antico cognome di Codeferini e si estinse nel XVIII secolo. I nostri invece abbandonarono presto il primo nome chiamandosi di poi dal solo luogo di origine ora "de Rivamonti" ora "de Ripis" e anche "Rivamontie". Da Sebastiano nacquero Paolo e Taddeo che continuarono la famiglia, solamente che la discendenza del secondo si estinse con Leandro nella metà del Seicento mentre quella del primo è tuttora vivente. Paolo figura tra i membri del Consiglio Generale di Brescia quando nel 1488 venne fatta la "serrata" tra le sue famiglie nobili. Fu suo figlio Bernardino vivente ancora nel 1548 e suo abbiatico Marco-Antonio, dottore in legge, già morto nel 1588. Un figlio di questi, Adriano, sposò la nobile Caterina Poncarali e ne ebbe M. Antonio e Lorenzo. Dal primo e da Giulia Ferrari nacquero Adriano nel 1635 e Giulio nel 1655 che sposò Felicita Baglioni e ne ebbe parecchi figli dei quali soltanto Giuseppe (nato 1708) dalla moglie Antonia Bassanesi da Angolo in Valle Carmonia ebbe discendenza con Giulio (nato in Adro 3 luglio 1757). Paolo suo figlio sposò Caterina Gallizioli e ne ebbe tre figli: Marcantonio (nato 1804, defunto 1882), Cesare (nato 1817, defunto 1867) e Giulio (nato 1799, defuntoe Spech (nato 1823, defunto 1882) nacquero: Paolo (nato 1852, defunto 1879), Costanza (nata 1855) sposa al conte Calina e Andrea (nata 11 marzo 1853, defunta 24 giugno 1920) marito della nobile Giulia Sabelli (nata 1849, defunta 1928) da cui: Antonio (nato 6 marzo 1879) che sposò Giulia Venturelli e Paolo (nato 18 agosto 1880).

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D'azzurro alla banda d'oro caricata di tre torte di rosso di cui quella in cuore caricata da un'aquila d'argento col volo abbassato.
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