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Origen del apellido Sacchettino, país de origen: Italia

Nobleza: Marchesi - Nobili
Rastro heráldico de la familia: Sacchettino
Corona de la nobleza Sacchettino
Antichissima famiglia romane che risale, per documenti certi, alla prima metà del secolo XI con Isacco o Isacchetto, che visse verso il 1030, e dal quale derivò più tardi il cognome Sacchettino. Brodaio, di Sacchetto, sedé nel Consiglio del comune fiorentino e fu console nel 1203. Cincisacco, suo fratello, nel 1200 apparteneva al Consiglio degli Anziani. Rustico, di Upizzino, cavaliere della milizia aurata e il figlio Uguccione o Cione, combatterono nel 1260 a Monte Aperti contro i Ghibellini ed esuli da Firenze, unitamente agli altri di famiglia, in seguito alla sconfitta, continuarono a sostenere con energia la fazione guelfa e alla venuta di Carlo d'Angiò ebbero da lui vincitore alte ricompense ed onori nel regno di Napoli, ove uno dei rami si stabilì. Certo è che sul principio del XIV secolo la famiglia era considerata una delle più potenti di Firenze, come afferma Dante stesso con quei versi (Paradiso, c.... Continuará
XVI, 103): "Grande era già la colonna del Vajo Sacchettino, giuochi, Fifanti e Barucci. E i Galli e quei che arrossan per lo staio". Essa apparteneva alle nobili del primo cerchio, ma come famiglia di magnati, in seguito agli ordinamenti di giustizia di Giano della Bella (a.1295), fu esclusa dalle magistrature. Però nel periodo dal 1335 al 1523, i Sacchettino dettero otto volte come gonfalonieri di giustizia e trentadue come priori: Francesco, o Franco, figlio di Bencio, nato poco oltre la metà del secolo XIV, ebbe le principali magistrature; fu podestà: di Pisa (1381), di Bibbiena, di S. Miniato (1392) e di Faenza (1396); e andò ambasciatore a Genova. Fu inoltre scrittore di poesie e novelle pregevolissime per lingua e per la luce che proiettano sopra personaggi e costumi di Firenze alla sua epoca. Morì il 1 dicembre 1400. Il figlio Nicolò fu ambasciatore a Siena, ai Malatesta in Rimini due volte ad Alfonso V d'Aragona (novembre 1407 e luglio 1426), e altre volte alla Repubblica Veneta nel 1454 per stipulazione di trattati o rinnovazioni di Alleanze. Fu anche gonfaloniere nel maggio 1419. L'altro figlio Filippo, fu buon poeta, e tale fu pure un Giannozzo. Nella seconda metà del secolo XVI la famiglia Sacchettino si presenta divisa in due rami: quello di Gio. Battista e l'altro di Raffaele, ambedue figli di Matteo. Avevano il palazzo, oggi demolito, sulla piazza di Ponte S. Angelo ed acquistarono alcune case nella contrada dei Fiorentini, presso la loro chiesa di S. Giovanni.
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Escudo de la familia: Sacchettino

Blasòn de la familia

Inquartato: nel primo e quarto di azzurro a due spade di argento, guernite di oro e decussate; nel secondo d terzo di argento al delfino al naturale la testa in fascia, la coda in alto.
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