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Origine del cognome Sonanno, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Cavalieri - Conti - Marchesi - Baroni - Principi
Traccia araldica della famiglia: Sonanno
Corona nobiliare Sonanno
Assai illustre casato, dalla indiscussa chiara nobiltà, che, al dir del Minutolo, avrebbe tratto la propria origine da un certo conte Supponio, consigliere e familiare di re Manfredi, padre di Ugone, il quale, nelle guerre di successione al regno delle Due Sicilie tra Tancredi d'Altavilla e l'imperatore Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa, tenne le parti dello Svevo insieme ai Pisani e ai Genovesi che con le loro flotte aiutarono l'imperatore e che, nel 1264, ottenne concessione delle terre di Milazzo e Rametta. Altri autori, invece, ritengono che tal famiglia sia stata portata in Sicilia, al tempo di re Giacomo, da un Giovan Giacomo e da un Cesare Bonanno, Pisani, per le note vicende della Repubblica, così famose nelle storie medievali, causate dalle ire partigiane dei Guelfi e dei Ghibellini, che tennero divisa e lacerata l'Italia nei secoli XII, XIII, XIV, Ivi, d'altronde, per lo splendore del casato... Continua
e per la ricchezza del loro patrimonio i Bonanni/Bonanno ottennero il favore dei principi di casa d'Aragona e per munificenza di Giacomo II il Giusto e poi del fratello Federico II, cui avevano giovato di consigli e di aiuti nelle guerre con la Regina Giovanna I di Angiò, ebbero nell'isola dignità ed onori. Giovan Giacomo fu, d'altronde, gran cancelliere del Regno nel 1285. Sin dal XIII, d'altronde, tal casato, si illustrò grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. A tal proposito, ricordiamo: Matteo, ambasciatore della città di Palermo al re Martino nel 1396; Giacomo, dottore in legge, consigliere del re Alfonso e maestro razionale del Regno; Gerardo, coppiere del re Giovanni, maestro razionale, vicario del regno e capitano di Palermo nell'anno 1481-82 e pretore della stessa città nell'anno 1500-1, che nel 1492 ebbe concesso di costruire una salina tra Trapani e Marsala, che ebbe nome di salina grande di Trapani; Giovan Giacomo maestro razionale, capitano di Palermo nell'anno 1506-7 e pretore nell'anno 1538-39; Cesare che, nel 1504, comprò dai coniugi Vassallo Gravina e Agata Modica il feudo di Friddani; Francesco Calogero ambasciatore della città di Caltagirone al re Ferdinando e barone di Canicattì e Ravanusa per la moglie Raimonda De Crescenzio; Silvio barone di Bugidiano, che, insieme con Vespasiano e Santoro, con privilegio dato il 19 sett. 1572 esecutoriato il 13 gennaio 1573, ottenne la concessione del titolo di nobile col Don. Si ebbero, poi, non pochi cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta come Giacomo, Giovan Battista, Gioseffo, Simone ed Antonio; nonché, pretori, capitani e senatori. Oltre ai feudi di Friddani, Canicattini e Ravanusa, la Salina grande di Trapani, già menzionati, questa famiglia possedette anche il principato di Roccafiorita, quello di Cattolica, quello di Linguaglossa, quello di S. Antonino, la ducea di Floridia, quella di Montalbano, quella di Ravanusa Castellana, quella di Misilmeri, quella di Foresta, quella di San Biagio, il marchesato della Limina, quello di Longarini, la contea di Vicari oltre ad un gran numero di baronie. Dai baroni di Canicattì e Ravanusa si diramarono tutti gli illustri rami di casa Bonanno. Da Giovan Battista, barone di Ravanusa, si ebbe Orazio Bonanno e Gioeni, primo principe di Linguaglossa, per real privilegio dato a 6 giugno 1625 esecutoriato a 6 febbraio 1626, e Pietro, avo di quel Pietro che, con privilegio dato a 5 settembre 1625 esecutoriato a 12 settembre 1626, ottenne il titolo di marchese di Longarini. Il ramo dei principi di Linguaglossa, decorato anche delle baronie di Arcimusa, Carancino o Belvedere e Bulgarano ed illustrato da molti gentiluomini, che tennero le primarie cariche in Siracusa, all'abolizione della feudalità, era rappresentato da Vincenzo Raffaele Bonanno e Alliata, investito a 21 gennaio 1778 delle baronie di Carancino e Belvedere, Arciminusa e di Bulgarano ed a 21 luglio 1782 del principato di Linguaglossa. Costui prese in moglie Vittoria Vanni, dalla quale ebbe Giuseppe e Placido. Giuseppe sposò Anna Maria Alliata, che gli procreò Vincenzo-Raffaele, il quale dalla moglie Vittoria Naselli ebbe: 1)Giuseppe, a lui premorto; 2) Placido Bonanno

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Stemma della famiglia: Sonanno

Blasone della famiglia

D'oro al gatto passante di nero con la testa in maest
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