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Origen del apellido Tamba, país de origen: Italia

Nobleza: Baroni - Nobili
Rastro heráldico de la familia: Tamba
Corona de la nobleza Tamba La famiglia è originaria di Firenze, dove furono matricolati nelle arti della lana, della seta e dei medici e degli speziali e dove goderono i supremi onori con un Bartolomeo Tamba, che fece parte della signoria in qualità di Priore nell'anno 1426. I membri di codesta illustre famiglia si trasferirono per ragioni di mercatura a Barga e a Carrara, esercitandovi l'industria della lana. Con rescritto sovrano del 1 luglio 1836 il dott. Niccolò, di Gio. Domenico, insieme con gli zii paterni dott. Ermenegildo e Avv. Angiolo, fu ascritto alla nobiltà fiorentina. Il predetto dott. Niccolò, che nel 1834 aveva ottenuto l'autorizzazione ad aggiungere il cognome dell'adottante Giuseppe Tamba, fu, con rescritto del 15 febbraio 1838, decorato anche della nobiltà di Livorno, dove dimorava e dove aveva contratto matrimonio con la nobil donna Ermellina Atena, di Domenico Castelli. Per il R.D. del febbraio 1881 Gino, di Gino, di Niccolò Tamba, aggiunse... Continuará

anche il cognome Castelli. Altro ramo. Oriundi di Passerano, si ricorda un Ottavio Tamba, ricevitore dei diritti ducali di San Paolo d'Asti (20 aprile 1627). Pietro, notaro, dimostrò nel 1740 l'uso sessagenario dell'arma. Carlo Maurizio suo figlio (deceduto 1791) fu professore straordinario di medicina nell'Università di Torino nel 1789, e nel 1790 professore di anatomia. Carlo Alberto, figlio di costui, magistrato e quindi segretario di stato agli interni, fu creato barone il 30 maggio 1835, tenuto conto "della distinta civiltà della famiglia e dei servizi del padre". Furono suoi figli: Francesco, direttore della Regia Pinacoteca; Alberto, professore di anatomia, fondatore di molte opere di beneficenza e scrittore di medicina, igiene, e terapeutica, riconosciuto nel titolo con Decreto Ministeriale del 9 agosto 1887 e Enrico, capostipite della linea secondogenita. Motto della famiglia: Virtute ad sidera. Altro ramo. Enrico Tamba (nato a Torino 4 gennaio 1831, deceduto ivi, 19 ottobre 1883), di Carlo Alberto, è il capostipite di questo ramo. Fu valentissimo pittore e professore all'Accademia Albertina. Altro ramo. Ebbero la signoria del feudo della Perosa con titolo comitale nel 1758, e la giurisdizione di altri due feudi di Roatto e Maretto. Furono inoltre creati baroni del Sacro Romano Impero. Oggi non si hanno più notizie, che si sono esaurite con un Giorgio Tamba, luogotenente civile di Romagna e uditore di Rota nelle primarie città d'Italia e un Giovanni, vescovo di Ascoli nel 1710. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Escudo de la familia: Tamba

Blasòn de la familia

Troncato di azzurro e di rosso, alla fascia d'argento accompagnata, in capo, da tre stelle d'oro male ordinate; in punta, da una gamba di carnagione, recisa.
Blasone della famiglia Gamba dal Piemonte. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", vol, III p.347.
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