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Origine del cognome Ticciano, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Ticciano
Corona nobiliare Ticciano
Caterina, senconda sorella di PIo II, aveva sposato un Guglielmi, e da questo matrimonio nacque un'unica figlia, la quale andò sposa a Bartomeo Pieri, nobile senese, che fu adottato da Pio II nella famiglia piccolomini. Questo Bartolomeo era signore di Sticciano, e questo titolo, passato nei discnedneti, srvì a deistinguelrli dagli altrirami piccolominei. Enea, di Bartolomeo Pieri Piccolomini, ebbe per figlio Silvio, e questi ebbe a sua volta Enea, signore di Sticciano, risieduto nel 1522 nei Consigli di Siena. Fu mandato ambasciatore a Enrico II di Francia e gli fu offerta la signora di Siena dai suoi stessi concittadini; rifiutò non volendo togliere alla patria quella libertà per la quale aveva sempre combattuto. Partecipò alla congiura diretta a cacciare da Siena gli spagnoli e militò nell'esercito senese nell'ultima difesa della Repubblica; caduta Siena si ritirò col governo a Montalcino e morì qui combattendo ancora per la libertà della sua patria.... Continua

Silvio, suo figlio, fu cavaliere di S. Stefano e priore di Pisa. Capitano delle lance nell'esercito imperiale in Transilvania, era maestro di campo dell'imperatore nell'impresa di Negroponte e generale comandante nell'attacco di Bona. Ritiratosi in Toscana divenne maestro di camera del granduca Cosimo II. Il Montagne, nel suo "Voyage en Italie", lo ricorda lungamente. Enea, di Silvio, risiedette nel 1616. Combattè anch'egli nell'esercito imperiale, in qualità di capitano della cavalleria. Suo fratello fu il famosissimo maresciallo Ottavio, priore di Pisa nell'Ordine di Santo Stefano e cavaliere di Malta. Andato in Germania, ebbe il comando di una compagnia di cavalli col titolo di capitano e poi di colonnello. Andò così in Monferrato contro i francesi e, terminata nel 1630 quella guerra, fu chiamato dall'imperatore in Germania per far fronte agli svedesi di Gustavo Adolfo; alla battaglia di Lutzen nel 1632 si coprì di gloria alla testa dei corazzieri imperiali portandone come trofeo il collare di pelliccia che Gustavo Adolfo portava al momento in cui restò ucciso. Fu spedito dall'imperatore contro il Wallenstein e dopo la morte di questi, per mano di altri congiurati, il Piccolomini fu dall'imperatore fatto generale della cavalleria imperiale e remunerato con la signoria di Nachet in Boemia; combattè a Nor vari anni in Francia, riuscendo fra l'altro a liberare Thionville nel 1639 infliggendo una grave disfatta ai francesi.


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Stemma della famiglia: Ticciano

Blasone della famiglia

D'argento alla croce d'azzurro caricata di cinque lune montanti d'oro; col capo d'oro all'aquila spiegata di nero coronata del campo.
Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag. 431-2, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.
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