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Origine del cognome Zaccheo, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti
Traccia araldica della famiglia: Zaccheo
Corona nobiliare Zaccheo Antica ed assai nobile famiglia di Cannobio, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in Brissago, Colmegna, Intra, Arona, Ameno, Miasino ed in Milano, città ove fu chiamata Cannobio. L'origine di tal cognominizzazione, al dir di autorevoli genealogisti, andrebbe ricercata nel personale latino, di derivazione greca, "Zacchaeus", appartenuto, probabilmente ad un, oggi ignoto, capostipite. In ogni modo, la chiara nobiltà del casato è testimoniata dalla presenza della sua blasonatura, nella pregevole opera "L'Armorial General", di J.B. Rietstap. Ma, d'altronde, tal casato, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscito a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui ha dato i natali. Tra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, ricordiamo: Filippo, notaio, vivente in Cannobio, nel 1439; Antonio, notaio in Ossola, fiorente nel 1453; Ottone, dottore in "utroque jure", vivente in Cannobio, nel 1489; Maurizio, ingegnere camerale in Milano, nel 1494; Goffredo, dottore in "utroque jure", vivente... Continua
in Arona, nel 1564; P. Luigi, dell'Ordine dei Predicatori, uditore e preposito del proprio ordine, vivente in Ossola, nel 1532; Camillo, protomedico, vivente in Milano, nel 1612; Domenico, il quale, nel 1623, fece costuire una cappella gentilizia in S. Protaso e la fece dipingere da Daniel Crespi; Tommaso, suo figlio, Capitano, poi Sergente Maggiore, il quale si segnalò nelle guerre di Fiandra; Gregorio, dottore in Sacra Teologia, lettor di filosofia, presso varie università, vivente in Milano, nel 1676; Saverio, notaio e saggista, vivente in Milano, nel 1725; Faustino, medico-chirurgo, vivente in Milano, nel 1741; Giuseppe, milanese, benemerito della libertà italiana, capitolato nella guerra di Crimea, ove si distinse per onore e capacità militari. La famiglia levò per arme. Di rosso, ad una cotta (ossia giacchetta) di maglie d'argento, posta in palo. Alias. Di rosso, a tre fasce ondate d'oro, con il capo d'azzurro, carico di un'aquila nascente, d'argento. Altro ramo. Famiglia spoletina, detta Zaccheo o Zacchei, le cui prime sicure notizie rimontano al 1155, ovvero quando, distrutta la città dal Barbarossa, uno della famiglia di nome Gregorio compare tra gli ostaggi presi dall'imperatore. Nel 1251, nella pace stipulatasi tra i guelfi ed i ghibellini di Spoleto, tra gli intervenuti figura anche un Giacomo e, sotto gli anni 1278 e 1279, si vedono fra i podestà di Cerreto di Spoleto due suoi figliuoli, ossia Lucchetto e Pietro. In questa famiglia nel 1755, per via matrimoniale, si estinsero i Travaglini, originari da Ferrara ed aggregati dal 1726 alla nobiltà spoletina, donde l'assunzione del doppio cognome ed arma. Tra i più recenti personaggi ricorderemo: Valerio, che, nel 1809, fu chiamato a far parte della reputazione degli Stati Romani incaricata di recarsi a Parigi per ossequiare l'imperatore, dal quale venne nominato cavaliere della Legion d'Onore; Carlo, che, nel 1904, per spiccati meriti personali, ottenne da Sua Maestà Vittorio Emanuele III la rinnovazione del titolo di conte, già portato da un Vincenzo, uomo chiarissimo vissuto nel secolo XVI. La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano coi titoli di conte (maschi primogeniti), e di patrizio spoletino (maschi e femmine), in persona di Carlo Antonio (deced.), di Valerio, di Lorenzo. Nipote: Anna, di Valerio, di Valerio, di Lorenzo. Motto della famiglia: Solo in Deo. La famiglia levò per arme. Di rosso a tre rose d'argento. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.

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Stemma della famiglia: Zaccheo

Blasone della famiglia

Di rosso, ad una cotta di maglie d'argento, posta in palo.
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