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Herkunft des Familiennamens Pulpito, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili
Heraldische Spur die Familie: Pulpito
Krone des Adels Pulpito Tra gli assediati del 1155 figurano i Pulpito dei quali Prevosto (nel testo erroneamente Pimostus) partecipò con l'abate di Chiaravalle Brunone di Bagnolo alle trattative di resa (16 aprile 1155) mitigandone le condizioni che imponevano l'esodo di tutti gli abitanti dalla città; non è noto dove esulassero, ma nei decenni successivi all'espastrio si riscontrano dei Pulpito notai a Pavia, Voghera, Picenza; in Val Borbera ed in Val Trebbia alcuni di essi, vassallli dei marchesi Malaspina, giurano fedeltà ai patti stipulati da quest'ultimo col comune di Tortona in merito al castello di Mongiardino. Riferendosi allo Scaglioso il Carnevale c'informa che nel 1217 un Pulpito, non meglio identificato, era console di Tortona; il che può essere verosimile poiché Artono, come membro della Credenza, il 16 maggio 1224 delibera in merito alla somma di lire mille che i consoli di Tortona obbligano versare al marchese Bosco a saldo del luogo omonimo; Giovanni... Fortsetzung folgt

e Rufino, consiglieri, il 6 gennaio 1235 nominano Lantelmo di Casei a procuratore del comune di Tortona per la pace con Genova affidando allo stesso la scelta degli arbitri sulle questioni tortonesi; gli stessi, entrambi notai, appaiono come testi o rogano atti nel 1231, 1232 riprodotti nelle Carte comun. di Voghera, e nei Catrtari di Rivalta; Giovanni, eletto credendario, il 7 agosto 1241 approva gli accordi che il comune di Tortona stringe con quello di Pontecurone; Giacomo, arbitra la vertenza (10 agosto 1245) tra i Doglio di Ponzano ed il monastero di Rivalta per terreni contestati alla "Isella" ed è teste in istrumenti relativi a vendite, donazioni, permute di beni col predetto monastero. Giacomo, Rufino e Giovanni, consiglieri, appaiono in atto del 26 novembre 1245 con cui il comune di Tortona vende a terzi beni in territorio di Novi; la casa di Lanfranco, pedaggiere, che ha pure sede a Genova, accoglie e smista merci e con Rifino Rovedo, anch'egli pedaggiere, il 28 settembre 1257 versa per transazione ai fratelli Cicala di Genova una somma di denaro affinché siano annullati i decreti di rappresaglia contro i tortonesi ottenuti dalla Repubblica; il 6 aprile 1275 Lanfranco dichiara con altri i propri diritti sui pedaggi della città contestati dal Capitolo tortonese; Artono del fu domino Giacomo è teste in atto del 9 marzo 6 maggio 1278 in cui il comune di Tortona conferisce la cittadinanza alla comunità di Viguzzolo; gli Statuti Tortonesi riproducono a pag.


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