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Herkunft des Familiennamens Acquaviva, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Patrizi - Conti - Baroni - Marchesi - Duchi - Principi
Heraldische Spur die Familie: Acquaviva
Krone des Adels Acquaviva
Antica e nobilissima famiglia, annoverata tra le sette grandi case del Regno di Napoli, la quale, come afferma anche il Mugnos, discende dai Duchi di Baviera. La casata giunse infatti in Italia nel X secolo, con un Rinaldo, ed acquistò numerose terre nella Marca d'Ancona. Con i re Svevi, la famiglia passò nel Regno di Napoli, ottenendo un vasto stato negli Abruzzi, ove era compresa la terra di Acquaviva, da cui ha tratto il nome. Antonio Acquaviva ebbe da Carlo III di Durazzo le contee di S. Flaviano e di Montorio nel 1382 e dal Re Ladislao il ducato d’Atri nel 1393. La casata fu aggregata al patriziato napoletano nel Seggio di Nido dal 1507 ed ascritta all’antico libro d'oro delle famiglie patrizie napoletane. Gli Acquaviva sono stati inoltre titolari di centosessantaquattro baronie, quattordici contadi, cinque marchesati, sette ducati e due principati. Essi hanno inoltre goduto del grandato di Spagna,... Fortsetzung folgt
massima dignità nobiliare spagnola, immediatamente al di sotto dell'infante di Spagna, titolo che viene però conferito al figlio del re e ai figli del principe delle Asturie. Imparentatisi con i reali d'Aragona, gli Acquaviva hanno aggiunto quel cognome al proprio, inquartandone lo stemma. Il diritto di aggiungere il cognome d’Aragona fu conferito da Ferrante Re di Napoli. La casata ha dato i natali a numerosi personaggi distintisi sia nelle armi che nella carriera ecclesiastica. Tra tali illustri personalità, senza nulla levar al valore degli omessi, ricordiamo: Antonio, abile comandante, che nel 1376 riuscì a sottomettere gli ascolani in rivolta, combatté con successo contro Lodovico d’Angiò e, per ricompensa, re Carlo III di Durazzo lo nominò suo Ciamberlano e gli donò le terre di San Flaviano e di Montorio col titolo di conte; Belisario, valente sia nelle armi che nelle lettere, che per aver combattuto per i re cattolici, fu decorato dall’Imperatore Carlo V col titolo di duca di Nardo e che scrisse molti libri sull’arte della caccia, della guerra e del duello; Giovanni Vincenzo (+ 16 ago. 1546), creato Cardinale da Paolo III il 2 giungo 1542; Marcello, (Napoli 1531, Sant’Omero 1617) che fu Arcivescovo di Otranto (1586); Rodolfo, Beato (Atri 1550, Cuncolim, Goa 1583); Giovan Girolamo II (1663 – 1709), che difese Pescara contro l’offensiva di Carlo VI; Luigi (1812 – 1898), che fu Senatore del Regno. Dal ceppo principale napoletano, si sono originati altri rami, tra i quali: Acquaviva della Mirandola, che ottennero dal Duca Alessandro I amplissimi privilegi; Acquaviva di Sicilia, ramo che fu portato in Sicilia nel 1195 dai fratelli Rinaldo e Fortebraccio che militarono sotto le insegne dell’Imperatore Enrico di Svevia dal quale ottennero i castelli e le terre di Giarrattana e Buccheri, tolte ai ribelli Leone d’Atri e Giovanni Leontini. Dal XIX secolo, inoltre, si individuano i seguenti rami: dei Duchi d’Atri, di Nardò, di Noci, di Casalaspro e Pietragalla, la cui ultima rappresentante fu D. Giulia (Giulianova 1887, Napoli 1967), figlia di D. Francesco e di D. Maria Zunica dei duchi di Castellina, che sposò D. Giustiniano Petrelli Tomacelli Filomarino, Duca di Monasterace e Principe di Boiano; ramo di Foggia e Giulianova della linea degli Acquaviva Patrizi Napoletani, Nobile dei duchi d’Atri. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Familien-Wappen: Acquaviva

Familien-Wappen Acquaviva

1 Blasonierung die Familie Acquaviva

Leone azzurro in campo d'oro.

Blasone della famiglia Acquaviva di Sicilia e Campania. Fonti Bibliografiche: "Teatro Genologico delle Famiglie Nobili Titolate Feudatarie ed Antiche Nobili del fidelissimo Regno di Sicilia viventi ed estinte" Libro I pagina 71, del S.Don Fialdelfio Mugnos, Palermo 1647; "Nobiliario di Sicilia" di Antonio Mango di Casalgerardo (Palermo, A. Reber, 1912); "Blasone In Sicilia ossia Raccolta Araldica" V. Palizzolo Gravina, Palermo 1871-75, p. 50-51; "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.I, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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