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Herkunft des Familiennamens Capitanio, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Nobili - Patrizi - Cavalieri - Baroni - Conti
Nachname Variationen: Capitaneus - Capitanei - Capitaneo - Cataneus
Heraldische Spur die Familie: Capitanio
Nachname Variationen: Capitaneus - Capitanei - Capitaneo - Cataneus
Krone des Adels Capitanio Antica e patrizia famiglia oriunda da Sillalvengo, detta Capitaneo o Capitanei e, più anticamente, Capitaneus, Captaneus, Cataneus e Cattaneo. Nel XVI secolo Guarino C. seguì a Bari Isabella d’Aragona e stabilì la propria dimora in Modugno. Guarino può considerarsi il capostipite di questa casata che fu aggregata alla Nobiltà di questo paese. Il detto Guarino, castellano di Bari, accompagnò con altri cavalieri Bona Sforza quale promessa sposa di Sigismondo re di Polonia, il quale lo premiò con diploma del 18 aprile 1518 del titolo di cavaliere dell’Ordine della Milizia Aurata; anche l’imperatore Carlo V, con diploma del 31 dicembre 1554, lo nominò di nuovo cavaliere della Milizia Aurata estendendone il privilegio a tutti i suoi discendenti in linea maschile; Ottavio, nato il 4 marzo 1630, sposò Giustina Nepote e ebbe quattro figli: Francesco e Niccolò Domenico (entrambi ecclesiastici, il secondo subentrò nella proprietà alla Marina dello zio Francesco), Geronima e Giuseppe... Fortsetzung folgt

Carlo; Giuseppe Carlo nacque a Modugno il 15 febbraio 1674 e dopo la morte del padre, ventenne, si arruolò nelle milizie di ventura; combatté per l’imperatore Carlo VI distinguendosi per valore e prodezza nella battaglia contro i Turchi. Nel 1702 sposò Violante Baroni, ultima discendente di un nobile casato, che portò in dote il feudo di S. Demetrio nei pressi di Bitonto. Da tale anno i C. poterono fregiarsi anche del titolo di Barone di S. Demetrio. Giuseppe Carlo ebbe tre figli: Pietro, Ottavio e Deodato. Morì il 17 febbraio 1743. Il detto Deodato, cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano nel 1710 e capitano di reggimenti dell’Ordine Gerosolimitano, nominato nel 1747 commendatore della Santissima Trinità di Barletta, morì nel 1753 ed i suo monumentale sepolcro è ancora visibile nella chiesa della SS. Trinità di Trinitapoli; Nicola fu cavaliere di “devozione” dell’Ordine Gerosolimitano nel 1859. La famiglia levò per arme. D'azzurro a cinque barre d’oro su uno scudo da combattimento pendente a destra, con elmo chiuso da battaglia per un terzo in profilo verso destra coronato di conte. Cimiero del blasone: figura della Giustizia tenente con la destra la spada e con la sinistra la bilancia. Motto: Sic erat in fatis. Titoli: Cavaliere della Milizia Aurata (Conte Palatino) dal 1544; Barone di San Demetrio dal 1702; Patrizio di Napoli, Modugno, Matera. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.


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Familien-Wappen: Capitanio
Nachname Variationen: Capitaneus - Capitanei - Capitaneo - Cataneus

Familien-Wappen Capitanei

1 Blasonierung die Familie Capitanei

D'azzurro a cinque barre d’oro su uno scudo da combattimento pendente a destra, con elmo chiuso da battaglia per un terzo in profilo verso destra coronato di conte. Cimiero: figura della Giustizia tenente con la destra la spada e con la sinistra la bilancia

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