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Herkunft des Familiennamens Ramera, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Marchesi - Nobili
Heraldische Spur die Familie: Ramera
Krone des Adels Ramera Ancora una pagina scarna, frammentaria, sebbene meno arida di altre concernente i C. di Tortona, ma pur sempre incompleta; l'autore di un pregevolissimo studio sui C., senza tuttavia precisarne l'agnazione per mancanza di dati anagrafici, ammette che il ramo tortonese abbia origine dai Camaro, Camara, Cameri, Camera di Acqui, signori di Melazzo viventi ancora nella prima metà del XIII sec. e discendenti a loro volta dai marchesi di Occimiano. In tempi posteriori si sparsero un po' dovunque, a Trino, Genova, Alba, Torino, Milano, Tortona, Pavia, Fresonara, Tagliolo e nella Savoia, É noto che nei primi secoli del 1000 i C. parteciparono alla costituzione del Comune Signorile di Acqui (Diz. Feud.) e che Teobaldo e Giacomo l'8 settembre 1218 alienarono fraudolentemente il castello di Melazzo agli alessandrini sollevando le rivendicazioni degli acquesi, colti di sorpresa, nonostante fosse stata in precedenza stipulata una lega di alleanza e buon vicinato (Annali di Allessandria,... Fortsetzung folgtI, 162). Dalla linea stabilitasi a Tortona, e più precisamente da Giacomo C. nacque attorno al 1360 Pietro, detto per antonomasia "Perino da Tortona" dal luogo d'origine e anche semplicemente "il Tortona", che dedicatosi alle armi manifestò ben presto particolari attitudini militari al servizio di Jacopo dal Verme capitano visconteo; nel 1390 fu inviato con Ugolotto Biancardo in soccorso del castello di Padova con 800 lancie dopo aver contribuito col suo valore al ricupero di Verona ribellatasi ai duchi di Milano (Uomini Illustri, 228; Annali d'Italia); venne poi nominato generale degli stati milanesi dell'Oltrepò. A premio dei suoi servigi Giovanni Maria Visconti il 7 giugno 1406 lo investì di Carbonara (Goggi, St. di Carbonara Scr., 28), investitura riconfermata dal fratello Filippo Maria il 9 novembre 1412 cui aggiunse, riunendoli in un unico feudo. Volpedo, Volpeghino, Momperone, Sarezzano, Sardigliano, Silva, S. Giorgio, S. Vittore, Castellaro e Monleale (diz. Feud.) a tacitazione degli arretrati dovutogli durante la sua luogotenenza; ma già in precedenza aveva ottenuto agevolazioni dal Duca Giovanni Maria che nel 1408 ordinava di mettere a disposizione di Perino il raccolto dei prati posseduti in Fabbrica dal comune di Tortona (ST. delle Parrocchie e Comuni della Dioc. di Tortona, 2 Fabbriceria del Duomo di Milano e si spense l'anno seguente il 12 agosto 1426; non ebbe discendenza diretta e neppure è noto se avesse preso moglie per cui la rimanenza del feudo fu ereditata dal fratello (o cugino paterno) il figlio del quale Anton Giorgio il 22 febbraio 1453 aliena Carbonara, Volpeglino, Castellaro, S. Vittore, Silva, S. Giorgio ad Antonio Guidobono cui cede il 26 settembre 1466 anche Sarezzano, Sardigliano e Momperone.
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D'oro all'aquila di rosso coronata del campo.
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