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Herkunft des Familiennamens La Rosa, Herkunftsland: Italia

Adelsstand: Baroni
Heraldische Spur die Familie: La Rosa
Krone des Adels La Rosa
Famiglia molto antica e nobile iscritta nella prima parte del teatro delle famiglie nobili di Sicilia. Nell'Elogio della famiglia Abrignano si ricorda il passaggio di molte nobili famiglie d'Italia, fra le quali la famiglia La Rosa. E veramente così fu. Ella fu, infatti, trasportata da Brescia in Sicilia, da Gerardo, potente Cavalier bresciano, relegato in Siracusa per ordine dell'imperatore Federico Secondo, con altri nobili Lombardi nell'anno 1235, come largamente si vede in una lettera del medesimo Imperatore, datata il 3 di Maggio del medesimo anno, ossia il 1235, per la quale ordina a Pietro "Pedilepori Governador di Siracusa", che trasmetta tutti i Lombardi con buona custodia in Messina, lasciando solamente in Siracusa Gerardo, e Benigno, di Luciano, fino ad un suo nuovo ordine. Poi, dopo la morte dell'Imperatore Federico, il Re Corrado, suo figlio, li fece trasportare da Siracusa in Catania, ove il detto Gerardo si accasò con una nobile... Fortsetzung folgt

dama di casa Amarighi, e fu poscia da Manfredo, che seguì nel dominio regio, dopo la morte del Re Corrado, suo fratello, trasferito con tutta la sua casa di nuovo in Siracusa, con carico di Custode della marine Orientali, che era di gran confidenza e d'autorità, per essere egli già fatto vassallo Regio, e ivi accasò suo figlio, Mazzullo, con la figlia di Giovanne Prires, nobile Siracusano, con la quale procreò Gerardo, Maurizio, Giovanni, e Filippo, che militarono tutti a favore del Re Federico II d'Aragona, e specialmente il detto Maurizio, ebbe dal medesimo Re la carica di Castellano di Castellammare di Palermo nel 1300. Si accasò, inoltre, il nostro Maurizio, nella stessa Città con Laura di Ademonia, nobile Palermitana, che gli portò in dote il feudo del zulfo, e la Castellania del Regio Palazzo di Palermo nel 1310. Anche successivamente, la famiglia, continuò a distinguersi per gli illustri personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, ricordiamo: Andrea, senatore in Palermo nel 1391; Giovanni, con la stessa carica, dal 1475 al 1479; Vincenzo, giurato in Mazzara nel 1531; Girolamo, Capitano di Giustizia in Mazzara nel 1542; Antonio, senatore in Palermo nel 1574/75; il figlio, Don Vincenzo, con la stessa carica in Palermo dal 1584 al 97, il quale, inoltre, fu inviato dal Senato di Palermo, per le sue capacità diplomatiche con Geronimo di Settimo, quale ambasciatore presso la corte di Filippo III Re di Spagna nel 1604. Un ramo del casato, si stabilì in Squillace, nel XIV secolo, ove, come una delle più antiche famiglie patrizie della città che conquistò notorietà e fama, diede valenti pittori in una successione che comincia a Napoli, come discepoli o seguaci di Massimo Stanzione, e che si sviluppò con presenze autonome in varie regioni del Sud e, infine, concludendosi come collaboratori e consoci di Mattia Preti, in Calabria, tra cui Giuseppe e Tommaso, vissuti a tra il XVII e XVIII secolo, con affreschi e quadri in varie chiese in Catanzaro, Squillace, Bari, Troia, Napoli; il ramo di Squillace si estinse con un Clemente, sacerdote in detta città nella prima metà del XIX secolo. Il casato, in ogni modo, è stato riconosciuto di "antica nobiltà" nelle prove di ammissione nella "Compagnia delle Regie Guardie del Corpo" di S.M. il Re del Regno delle Due Sicilie, nella persona di Francesco (Archivio Stato di Napoli, sez. Diplomatica, data 27 agosto 1842) ed iscritto nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, anno 1922.


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Familien-Wappen: La Rosa

Familien-Wappen la Rosa

1 Blasonierung die Familie la Rosa

D'azzurro, alla banda d'oro, caricata da tre rose di rosso.

la Rosa della SIcilia; fonte: "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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