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Origen del apellido Cibo, país de origen: Italia

Nobleza: Conti - Nobili
Rastro heráldico de la familia: Cibo
Corona de la nobleza Cibo La famiglia Cibo per la memoria di Papa Innocenzo VIII è tanto nota nelle storie, che sarebbe soverchio il volerla ripetere, massime scrivendo in luogo Francesco Zazzera nelle famiglie illustri d'Italia, dopo, il Sansovino e Scipione Mazzella detto il Summonte. Al dì d'oggi vive Alberico, duca di Massa, il cui figlio Alderano da Innocenzo X è promosso al Cardinale signore di bontà di vita ammirabile e si crede, che quest'onore sia stato conferito da Papa Innocenzo X al d. Cardinale per gratitudine di beneficio, che la casa Panfilia già ricevè da Papa Innocenzo VIII. Aveva la casa in Piazza Navona la quale oggi è incorporata Panfilia, per il chè questa Famiglia deve essere annoverata tra le Romane, come anche per avere ottenuto alla dignità senatoria, in persona di Aron Cibo Padre d'Innocenzo VIII, come si vede in una su sottoscrizione nello statuto Captorum. Cioè Aron Cibo Mile e come Januen.... Continuará

Almae Urbis Senator anno 1455 tempore Calixti Papae III. Francesco Cibo, Nipote parimenti d'Innocenzo VIII, lasciò un figlio naturale per nome Alberico, il quale lasciò Lucrezia ed Innocenzo. Lucrezia fu maritata nel Lanciarini, la quale ebbe cinque figli due femmine tre maschi, rimasta vedova si ritirò in un monastero con ambedue le figlei in Toscana, lasciando alli figli maschc la sua dote, ed alcune eridità pervenuteli, onde lasciarono il cognome paterno e si fecero chiamare di Casa Cibo, e furono Girolamo Francesco e Tomasso. Girolamo si fece Gesuita, Tomasso ebbe per moglie la figlia di un tal Medici Maceratese con grossa dote, e da lei ebbe cinque figli due femmine e tre maschi appunto come suo padre. Delle femmine ne maritò una in Casa Signori, l'altra ad Andrea Nobili da Rieti. Innocenzo del quale ragionammo di sopra fu Beneficiato di S. Pietro, visse in molta ricchezza lasciando erede Tomasso suo nipote di sorella. Papa Urbano in contemplazione dl memoria di Papa Innocenzo VIII, conferì questo Beneficio ad Innocenzo figlio di Tomasso, che morì giovnetto, onde gli sono rimasti due altri figli Francesco e Girolamo, che potranno propagare la Casa. Tomasso fu mio compagno di scuola e di camerata nel Seminario Romano fu sempre ed è onoratissimo gentiluomo. Il Ciaccone nella 3° creazione di Cardinale fatta da Bonifacio IX mette due Cardinali di Casa Cibo; Leonardo a a nota, o memoria alcuna appresso alcun autore, ne dove vissero, ne dove morirono. Oriunda della Grecia, si disse primieramente Cubea o Cibocca. Il primo a trasportare questa famiglia nella Liguria fu un Odoardo prode capitano che si recò in Italia in tempo assai remoto e si stabilì in Genova. I Cibo divennero in breve potenti in Italia, e la loro casa fu considerata come sovrana. Ebbero la suprema signoria delle isole di Gorgona e Capraia, dei feudi di Carafanello, delle contee di Sora, di Anguillara, di Ferentillo, di Cerveti, del marchesato della Marca d'Ancona, dei ducati di Orvieto e di Spoleto, e finalmente del ducato di Massa e Carrara che poi passò ai Duchi Estensi. Il maggior lustro di questa casa fu Giambattista, papa col nome d'Innocenzo VIII. Undici indossarono la porpora cardinalizia; diversi furono vescovi, altri senatori; Aranito combattè in Terra Santa; Lanfranco sedette fra gli otto del magistrato supremo di Genova.Un ramo di questa famiglia fiorì in Napoli col nome di Tomacelli; ed altro in Messina ov 1 ebbe la contea di Naso.


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Escudo de la familia: Cibo

Escudo de la familia Cibo

1 Blasòn de la familia Cibo

In campo rosso una sbarra scaccata a traverso declive, nella patria di sopra una croce rossa in campo bianco.

Fonte: "La storia delle famiglie romane" di T. Amayden, Forni Editore 1914.

Escudo de la familia Cibo

2 Blasòn de la familia Cibo

Di rosso, alla banda scaccata d'argento e d' azzurro, di tre file, col capo d'argento, caricato dalla croce di rosso, abbassato sott'altro capo cucito d'oro, all'aquila bicipite spiegata di nero, membrata e imbeccata d' oro, coronata di rosso afferrante una lista d'argento, attortigliata in fascia, e caricata del motto Libertas di nero.

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