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Origen del apellido Demorra, país de origen: Italia

Nobleza: Nobili - Baroni - Principi - Conti - Marchesi - Signori - Consignori
Heráldica de la familia: Demorra
Corona de la nobleza Demorra Antica ed illustre famiglia napoletana, ascritta al sedile Capuano, che pare sia stata portata in Sicilia da un Girolamo, figlio di Jacopo e di Ippolita Galeota, il quale sposò Isabella Montalto, figlia di Girolamo, e che fu padre di Fabrizio, il quale, per la morte senza figli di Beatrice Montalto, sua zia materna, ebbe, in data 7 dic. 1586, investitura di Buccheri. Un altro Fabrizio fu giurato in Siracusa, nel 1583-84; un Girolamo, qualificato non sappiamo con qual diritto barone di Furia (castello sito in territorio di Salerno e che si dice sia stato posseduto da Giulio Morra, zio paterno... Continuará

di detto Girolamo), è iscritto nella mastra del Mollica e, nel 1613, è annoverato tra i principi dell'Ordine Militare della Stella, quello stesso Girolamo, è iscritto nella mastra del Mollica e nel 1613 è tra i principi dell'Ordine militare della Stella, quello stesso Girolamo, forse, che, come figlio di Fabrizio Morra Montalto e di Violante Bellomo e Platamone, ottenne a 27 aprile 1606 investitura di Buccheri. Detto Girolamo Morra e Bollomo, ottenne, con privilegio dato a 20 marzo esecutoriato a 13 ott. 1627, il titolo di principe di Buccheri, sposò Giovanna Rizzo di Visconte barone di Mirii e di Eleonora Spatafora dei baroni di Venetico, e maritali nomine, ebbe investitura di Miri a 10 ott. 1623 (Giovanna Rizzo era stata investita a 15 marzo 1610). Fu padre di Visconte e di Isabella, la quale acquistò da Antonio Moncada, principe di paternò, la baronia di Mendola, della quale fu investita a 14 marzo 1622 e che sposò Blasco Gaetani e Moncada, secondogenito di Pietro, barone di Sortino. Visconte Morra e Rizzo, fu investito a 10 sett. 1640 del principato di Buccheri e della terra di Miri, acquistò a 12 ag. 1645 il mero e misto imperio sulla terra di Buccheri, fu principe dell'Ordine Militare della Stella in Messina nel 1649, sposò in prime nozze Lavinia Marziani, di Ascanio e di Vittoria de Tassis, ed in seconde nozze Isabella di Giovanni e Rau di Placido, principe di Castrorao, di Antonia Rao, che portò in casa Morra, il principato di Castroaro, i feudi di Floristella, Miano, Rovitella, Tavernola, Graziano, Gallidoro, Deleilla, Gebbiarossa, Grasta, di cui Isabella era stata investita a 27 ag. 1655. Francesco Morra e di Giovanni fu investito del principato di Buccheri e della terra di Miri a 16 ott. 1658, del principato di Castroaro e di Domenico di Giovanni, principe di Trecastagne. La famiglia levò per arme. Di rosso, a due spade d'oro, passante in decusse, le punte in giù, accompagnate da quattro girelli di sperone dello stesso. Altro ramo. Illustre famiglia piemontese, detta Morra o Demorra, la quale si distinse in Pancalieri, per tutto il corso del Settecento, tanto da potersi considerare la vera feudataria del luogo, essendo i marchesi Turinetti troppo impegnanti nella politica e nell'alta amministrazione. I Morra, temutissimi da tutti e da tutti riveriti, furono protagonisti di alcune delle più grandi querelle del luogo, come la vicenda della rimozione della Missione dei Cappuccini e di tutte le lotte tra il castellano ed il segretario comunale. Giambattista Morra acquistò, nel 1777, il feudo di Lavriano, con titolo comitale. Il di lui figlio, Bernardino fu luogotenente generale e governatore di Nizza; il fratello Nicolò venne investito nel 1793 di una porzione di Carpenea, sempre con titolo comitale. A tal casato sono riconosciuti i titoli di: marchesi di Bussoleno, Castelborello, Antignasco (1919); conti di Carpenetta, Lavriano, Montà; signori di Sandigliano; consignori di Borriana. La famiglia levò per arme. Bandato di rosso e d'azzurro orlato d'argento; col capo d'argento carico di una testa di donna mora, al naturale. Cimiero: La


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Escudo de la familia: Demorra

Blasòn de la familia

Di rosso, a due spade d'oro, passante in decusse, le punte in gi
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