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Origen del apellido Dibrusati, país de origen: Italia

Nobleza: Conti - Marchesi - Nobili
Rastro heráldico de la familia: Dibrusati
Corona de la nobleza Dibrusati
E' una delle più antiche e potenti famiglia della città di Novara, che unitamente ai Brusati ed ai Cavallazzi ebbero a volta a volta il dominio della loro città. Il nome è strettamente legato alla storia di Novara, e più ancora alle fazioni dei secoli XIII e XIV, nelle quali ebbero parte preponderante. Già nel secolo XII sostengono in Novara le più importanti cariche cittadine ed il loro nome si riscontra fra i consoli del comune, fra i consoli di giustizia e fra i canonici ed i vescovi. Notevolissimo fu quel Guglielmo che, eletto vescovo di Novara, rappresentò i Novaresi alla dieta di Roncaglia del 1158, e che due anni dopo fornì all'imperatore Federico Barbarossa balestriere ed arciere. Da quest'epoca la potenza di questa famiglia andò via via aumentando, affermandosi con personaggi insigniti delle più alte cariche, e mentre un Giovanni viene eletto vescovo di Bergamo nel 1209, Oldeberto è... Continuará

eletto vescovo di Novara. Di tendenze spiccatamente imperiali, furono fra i più potenti fautori degli imperatori Federico I e Federico II e qui forse sta la giustificazione della leggendaria parentela tra di essi e il re Manfredi di Svevia. Colla morte dell'imperatore Federico II e colle gravi lotte che seguirono fra i partigiani dell'impero e quelli del papato sorsero in Novara, verso il 1257, le fazioni, che insanguinarono colle sanguinose lotte e colle tragiche vendette le mura cittadine. A capo delle fazioni guelfe dette dei Sanguigni stavano i Brusati, a capo delle ghibelline dette dei Rotondi i T., che sulla loro bandiera, che recava la croce rossa, portavano il motto: pro fide, pro patria, pro libertate et honore, che è tuttora il motto della stirpe dei T. Nelle alterne vicende delle lotte intestine, che portavano or l'una or l'altra fazione al dominio di Novara, rimase fra gli altri famoso il nome di Torello, di Giovanni T. (1257), che fu uno dei seguaci di Corradino di Svevia nell'Italia Meridionale, e quello di Enrico, che dopo la pacificazione delle parti contendenti avvenuta a Novara nel dicembre 1310 per opera dell'imperatore Enrico VII, assalì nel 1311 i Sanguigni scacciandoli dalla città e rovinandone i feudi che tenevano nel contado Novarese. Stipite sicuro, a cui si riallacciano quasi tutti i numerosi rami dei T. è Robaldo, che fu podestà di Cerano nel 1anni, che fu console di Novara nel 1232.


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Escudo de la familia: Dibrusati

Blasòn de la familia

Di rosso alla sbarra d'azzurro caricata di tre stelle d'argento di 8 punte e accompagnata in capo e in punta da due gigli d'oro, col capo d'oro, all'aquila di nero coronata del campo.
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