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Origen del apellido Rasati, país de origen: Italia

Nobleza: Conti - Marchesi
Rastro heráldico de la familia: Rasati
Corona de la nobleza Rasati
E' uno de' tipi più singolari di casata lombarda che rappresenta un cumulo di tradizioni formate da secoli di lavoro, di dure prove e di splendori. E' iscritta nella matricola d'Ottone Visconti. Il Corio vorrebbe far discendere i Casati da un Appollonio, vicario generale di Lotario II; un figlio di lui avrebbe fondato Casale o Casate, nella pieve di Missaglia. Sia o non sia attendibile quanto dice il Corio sta il fatto che i Casati dimoravano in Casatenuovo da tempo immemorabile, e due linee supestiti vi esercitano tuttora il patronato dell'abazia di S. Giustina, la cui fondazione risale alle metà del secolo XV. Fondarono anche nel 1102, per opera di prete Eriberto, l'abazia de' SS. Pietro e Paolo in Brugera, Caste e quella di S. Maria presso Poenzano, pure in Casate e quelle di S. Margherita in Casatevecchio, riunite poi nel 1451 a quelle di Santa Giustina. Il primo personaggio... Continuará
certo della famiglia è un Pietro, vivente dal 1030, padre di quel prete Eriberto, di cui fu fatto cenno più sopra. Da lui discende Guiffredo, podestà di Orvieto nel 1284 e cugino di Conte (dec. 1288), arcidiacono della metropolitana, creato cardinale nel 1281. Da Manfredo, fratello suo, proviene Giovanni, uno de' più doviziosi patrizi milanesi, capostipite d'un ramo estinto, al quale appartenne Nicolò, doto giureconsulto e lettore nelle scuole palatine, autore di trattati di indole giuridica. Guglielmo, pure discendente da Manfredo, fu ardente partigiano de' Visconti ed inviato da Matteo il Grande al cardinale legato Bertrando del Pozzetto per trattare la pace colla Chiesa. Fu padre di Ramengo, nel 1333 fatto chiudere da Azzone Visconti ne' forni di Monza, consigliere e favorito di Luchino, al quale svelò la congiura di Francesco Pusterla e di Alpinolo, valoroso capitano, ambasciatore visconteo alla corte di Ferrara ed altro de' testimoni nel 1366 al contratto nuziale di Verde, figlia di Bernabò, sposa a Leopoldo d'Austria. Da Giovanni, avo di Giammaria e di Filippo Maria Visconti, futuri duchi di Milano, caduto estinto ne' torbidi della sommossa popolare scoppiata in odio al Barbavara, arbitro dello Stato; fu avo di Beatrice, moglie del conte Franchino Rusca, morta nel 1490 in odore di santità; di altro Alpinolo, governatore di Domodossola, investito nel 1476 da Galeazzo Maria Sfoa, investita del titolo marchionale appoggiato su quel feudo col diploma del 1614.
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Escudo de la familia: Rasati

Blasòn de la familia

D'azzurro alla campagna di verde, cucita, con cinque piante di lino nodrite nella campagna, ciascuna fiorita di un pezzo sulla cima, la seconda e la quarta sostenenti un cardellino, affrontati, il tutto al naturale.
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