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Origine del cognome Di Bosco, provenienza: Italia

Nobiltà: Nobili - Baroni
Traccia araldica della famiglia: Di Bosco
Corona nobiliare Di Bosco Assai antico e nobile casato il quale, al dir di molti studiosi di araldica, sarebbe una diramazione della nobilissima casa Ventimiglia, originata da un Arrigo Ventimiglia, che, per una gloriosa impresa compita in un bosco di Salemi contro i Chiaramontani, ribelli, prese a farsi nominare Arrigo del Di Bosco. Antonio, suo figlio, divenne barone dell'isola di Favignana, della terra di Carini e dei feudi di Cudia, Cefalà, Cofano, Dattelo e Lagiosa ed ebbe, nel 1393, concessione del fondaco di Trapani e di Baida, che per molti secoli rimasero nei possedimenti della famiglia. Un Francesco, barone di Baida, sposò Violante Alliata e fu il primo barone di Vicari della famiglia; con privilegio dato il 10 ottobre 1524, ed esecutoriato il 2 gennaio 1525, ebbe la carica di luogotenente del maestro giustiziere del regno; nell'anno 1540 fondò la terra di Misilmeri, fu maestro giustiziere del regno di Sicilia negli anni... Continua
1545-46-47. Il figlio, Vincenzo, fu pretore di Palermo negli anni 1553-54-55, regio luogotenente del maestro giustiziere del regno, con privilegio dato il 23 dicembre 1556, esecutoriato il 15 maggio 1557, ottenne il titolo di conte sulla terra di Vicari e fu padre di Francesco del Di Bosco ed Aragona, pretore di Palermo negli anni 1596-97 e 1599-1600, barone di Prizzi, nel nome maritale di Giovanna Villaraut e primo duca di Misilmeri in sua famiglia, per privilegio dato il 23 novembre 1600 e reso esecutorio il 1 febbraio 1601. Vincenzo Del Di Bosco e Villaraut, figlio del precedente, fu cavaliere del Toson d'oro 1628, ministro della nobile compagnia della Carità di Palermo negli anni 1617 e 1630, pretore di Palermo negli anni 1623 e 1653 e primo principe di Cattolica, in sua famiglia nel nome maritale di Giovanna Isfar e Cruillas, baronessa pure di Siculiana. Un Cesare del Di Bosco e Spatafora, dei duchi di Misilmeri ottenne il titolo di principe di Belvedere, titolo che, insieme con quelli di marchese di Alimena, barone del Vaccarizzo, vediamo conservati in questa famiglia, come per le investiture prese il 12 maggio 1807 e il 4 dicembre 1809 da Giuseppe del Di Bosco e Branciforti. Si ricorda anche, un Ignazio Di Bosco, da S. Stefano di Mistretta, decorato con privilegio del 12 gennaio 1788, del titolo di barone di Molinelli e Torretta. Altro ramo. Famiglia campana, la quale, al dir di illustri genealogisti, discenderebbe dalla famiglia francese Bosch, giunta in Spagna, al tempo del re Giacomo I, ove si illustrò con molti esimi cavalieri, passata, successivamente, al seguito dei re aragonesi, in terra campana, ove assunse, a causa dei soliti fenomeni di pronunzia dialettale, l'attuale cognominizzazione. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi.

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Stemma della famiglia: Di Bosco

Blasone della famiglia

Spaccato d'oro e di rosso, al tronco d'albero dell'uno nell'altro
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