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Origine del cognome Di Gloria, provenienza: Italia

Nobiltà: Conti - Nobili
Traccia araldica della famiglia: Di Gloria
Corona nobiliare Di Gloria
Oriunda di Vercelli, poi in Torino. Si conserva memoria (anche notarile di acquisto 1640 e di costituzione di dote 1641. Vercelli) di un nobile Giovanni Matteo, figlio di Giovanni Maria, e di un suo fratello nobile Giovanni Pietro, canonico della cattedrale di Vercelli. Carlo Michele, figlio del suddetto Giovanni Matteo, fu prima ufficiale del soldo, poi commissario di guerra e, col fratello avvocato Giovanni Maria Francesco, consegnò in Vercelli l'arma gentilizia, come risulta da pergamena ufficiale in data 22 giugno 1689. Mentre Giovanni Maria Francesco si trasferì a Milano dove ebbe numerosa discendenza, il primogenito, rimasto a Vercelli, ebbe due figli di cui il secondo fu dottore in teologia, protonotario apostolico e conte palatino, ed il primo Giovanni Pietro (dec. 1733) fu pure commissario di guerra ed ebbe numerosi figli. Il primo di questi, Gaspare Michele Rodomonte (dec. 1765), alfiere nel reggimento provinciale di Vercelli (1721), poi commissario di guerra,... Continua

ebbe pure numerosi figli, fra cui: Luigi Maria, maggiore del reggimento di Vercelli; Giuseppe Maurizio, avvocato fiscale, senatore, prefetto di Torino e da cui trasse origine una linea che vantò varii ufficiali, un intendente, e nel sec. XIX (1823-1902) l'avvocato generale militare, Francesco, senatore del Regno, cavaliere di gran croce dei SS. Maurizio e Lazzaro. la linea primogenita invece seguitò con Giampietro (n. 1723, dec. 1767), sostituto avvocato dei poveri in Torino (13 aprile 1759) e quindi nominato sostituto avvocato fiscale generale (22 giugno 1766). Fu suo figlio Gaspare ( n. 14 luglio 1763, dec. 11 febbr. 1839), il quale fu sostituto avvocato generale di Piemonte il 23 set. 1791, e chiamato l'8 ott. 1802 al tribunale di prima istanza, rinunziò all'ufficio a cagione del calendario repubblicano, che gli impediva l'osservanza delle pratiche religiose domenicali. Fu poi consigliere della Corte d'Appello imperiale (1° giugno 1808), senatore a Torino (7 giugno 1814), avvocato generale (14 nov. 1815) e poi secondo presidente del Senato di Piemonte (28 genn. 1823), primo presidente del Senato di Savoia (2 aprile 1825), presidente capo del magistrato della riforma degli studi (1819) e sovrintendente generale agli archivi di Corte (25 febbr. 1832). In riconoscimento dei suoi molteplici mee quattordici figli, di cui molti morirono in giovane età e senza discendenza.


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Stemma della famiglia: Di Gloria

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