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Origine del cognome Difini, provenienza: Italia

Nobiltà: Baroni - Patrizi
Traccia araldica della famiglia: Difini
Corona nobiliare Difini Questa ricchissima famiglia di civile condizione, oriunda di Cipro, si trasportò a Venezia dopo la caduta di quel regno, ove esercitò la mercatura. Nel 1649 addì 11 dicembre, Vincenzo e Girolamo ottennero il patriziato veneto, mediante l'esborso dei 100 mille ducati, e la supplica da essi presentata, fu ballottata in Senato il 5 dicembre 1649 con voti favorevoli 105, contrari 54, non sinceri 17, proposta ed approvata nel Maggior Consiglio l'11 dicembre detto anno, con voti favorevoli 533, contrari 440, non sinceri 35. Il primo valente avvocato, e si meriò la stima universale, ed insieme al fratello, mediante altra offerta di ducati 100 mille vennero tutti e due insigniti della dignità procuratoria di S. Marco de Citra. La famiglia contribuì con 30.000 ducati alla edificazione della chiesa di S. Moisè, la quale, se non risplende per bellezza architettonica, perchè dimostra la decadenza dell'arte, pure è ammirabile per la sua facciata,... Continua
ricca di splendidi marmi lavorati, e abbondantemente in essa profusi. Oltre lo stemma della casa scolpito sulla parte esterna del tempio, vi sono due monumenti, uno a destra e l'altro a sinistra della porta maggiore ove vennero sepolti Gerolamo e Vincenzo. Eccone le iscrizioni che ancora si leggono: D. O. M. Vincentius Difini D. M. procurator hieronimi filius vincentii pbocurato. Nepo. Obijt anno MDCCXXV aetatis LXIII. D. O. M. Hieronimus Difini vincentij DM procuratoris, frater obijt anni MDCLXXXV aetatis LXIV. Altro ramo. Di origine alemanna, e scesa in Italia si fermò primieramente nel Bergamasco ove edificò un castello il quale fu addimandato Fino dal cognome dei suoi signori. Si vuole appartenesse a questa famiglia S. Fino martire che si venera nella terra d'Arona nel Milanese. Al tempo delle fazioni, distrutto il castello Fino, questa famiglia riparò alla Corte di Giovan Francesco Pico signore della Mirandola, da dove un Ludovico passò in Ferrara segretario di Alfonso I. Abbandonata anche quest'ultima città, prese stanza in Trieste ove ebbe il titolo baronale, l'aggregazione ai nobili del regno di Ungheria e la nobiltà patrizia della provincia del Cragno. Giovan-Francesco Fino si distinse nella difesa del castello, borgo e territorio di Chersano. Giulio luogotenente del presidio della fortezza di Gradisca.

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Stemma della famiglia: Difini

Blasone della famiglia

D'azzurro, troncato: nel primo a tre stelle d'oro ordinate in fascia; nel secondo alla rapa, al naturale.
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