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Origine del cognome Emaggi, provenienza: Italia

Nobiltà: Conti - Nobili
Traccia araldica della famiglia: Emaggi
Corona nobiliare Emaggi
L'illustre famiglia Emaggi è annoverata tra le più nobili casate, che ressero nei secoli XIII e XIV le sorti di Brescia. Essa era, in origine, detta Madius, in seguito Maddi, ed infine Emaggi. E' noto che per porre fine all'anarchia insorta dalle lotte tra fazioni guelfo e ghibelline il Gran Consiglio deliberò di affidare il governo cittadino al vescovo Berardo la cui saggezza ed energia riuscì con la pace giurata dai contendenti nel 1298, a ristabilire ordine e tranquillità nella patria dilaniata. Dal 1275, anno di sua elezione all'episcopato bresciano, sino al 16 ottobre 1308 in cui calò ella tomba seppe acquistarsi prestigio e stima universali tanto da essere stato prescelto come arbitro nelle contese tra Bergamo e Milano; di tendenze ghibelline, sebbene uomo di Chiesa, mirava a rendere ereditario il governo della città nella sua famiglia per cui alla sua morte si riaccesero le lotte tra i suoi fratelli... Continua
ed i Brusati, altro casato preminente di Brescia, che diedero pretesto al memorabile assedio del 1311 di Enrico VII di Lussemburgo, calato in Italia per cingere la corona ferrea. Più volte espulsi ed altrettante riapparsi come liberatori a seconda delle alterne vicende dei più forti, i Emaggi diramarono numerosissimi in tutta la Lombardia, in Emilia, Liguria, Toscana, Svizzera: difatti li troviamo, investiti di alte cariche, a Milano ove fiorì il poeta Carlo Maria (1630-1399) autore di opere teatrali, insegnante di lettere latine e greche, sovrintendente all'università di Pavia e segretario del Senato; a Monza, Cremona, Pavia, Vigevano, Tortona, Sale, Piacenza, Ferrara, Bologna, Genova, Livorno, Firenze, Novara, Verona, Como, Lugano, Mendrisio, Zurigo nella quale città si rese benemerito Giulio (1846-1912) ideatore e fondatore degli stabilimenti per la produzione dei noti prodotti alimentari; da un'agnazione comune irradiarono discendenze di ottimati, feudatari ed insigni cavalieri ognuna delle quali scelse arma propria tanto che la riproduzione di tutte formerebbe un piccolo blasonario. Petrus Madius è teste in atto del 26 luglio 1181 ove Pietro Belegundo giura obbedienza alla badessa del monastero di S.Maria del Salvatore di Pavia, in merito ad un mutuo contratto con terzi; beni, in Volpara dei Madii de Sala confinano con terreni portati da Sibilla in dote ai Guercio che il 28 agosto 1212, padre e figlio garantiscono con una controdote; in Sale Ruffino Madius è citato in un atto del 23 febbraio 1299 rogato in Pavia, relativo alla vendita di pedaggi sul Po tra il monastero di S. Salvatore ed il canonico Enrico di Nazzano pavese; gli eredi del Madius posseggono in Precipiano proprietà confinanti con beni che l'abate dell'omonimo monastero il 30 gennaio 1309 accense ai Grondona ed il 1365 a Franchino del fu Corrado di Parma; nel 1309 Tommasino de Madius è credendario di Vigevano ove il 24 novembre presenzia alla sentenza emanata in merito alla causa vertente tra il comune stesso ed il vescovo di Novara. I cognomi così antichi, senza dubbio alcuno, rendono decoro non solo alle famiglie ma anche alle città che li hanno accolti; pare siano, infatti, molto riguardevoli i soggetti viventi di questa famiglia che, con tanto decoro, sostentano questo nobile cognome, che ha avuto vari soggetti illustri.
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Stemma della famiglia: Emaggi

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