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Origine del cognome Proce, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Cavalieri
Traccia araldica della famiglia: Proce
Corona nobiliare Proce
Antichissima ed illustre famiglia di Vigevano, già nota nei secoli remoti con Rodolfo, podestà di Vigevano nel 1227. Una Antonia della C., moglie di Guglielmo da Camino, aveva sepolcro con stemma in S. Francesco di Vigevano (17 maggio 1500); un Francesco della C. è detto magnifico in atto del 1533. La genealogia sicura comincia con Bernardino, creato giudice delle vettovaglie di Vigevano colla trasmissibilità a due vite (dipl. cesareo 25 marzo 1722). Fu padre dell'avvocato fiscale Gianfrancesco, succedutogli nella giudicatura delle vettovaglie (14 maggio 1732). Gianfrancesco procreò l'avvocato Bernardino, morto a Vigevano, di 89 anni, il 22 ottobre 1834, giudice delle vettovaglie (16 maggio 1766), giudice di pace della città (13 settembre 1807), creato conte di Doiola (5 ottobre 1833). Dal suo matrimonio con Giuseppa De Trecate, milanese, ebbe il conte Giovanni (n. a Vigevano, 8 nov. 1776; dec. a Vigevano il 28 genn. 1858), che, sindaco di Vigevano, sposò... Continua
Maria Fusi e fu padre del conte Bernardino (n. Vigevano, 12 giugno 1805; dec. il 21 ottobre 1863). Da lui e dalla moglie Clotilde Gattinara di Zubiena, morta nel 1891, nacque numerosa prole, fra cui l'ing. Luigi, deputato al Parlamento (legisl. 13 e 14), il cav. Rodolfo, capitano di cavalleria, marito (1884) di Enrichetta Costa Della Torre, e il conte Enrico, primogenito (n. Vigevano, 30 novembre 1830; dec. Torino, 7 novembre 1890), marito (1873) di Elisabetta Scarampi di Pruney, morta nel 1927, gentildonna di insigni virtù domestiche. Il conte Enrico, entrato in diplomazia, ne eveva percorsa la carriera brillantemente per oltre un trentennio come ministro plenipotenziario nelle capitali d'Europa, in Egitto e a Buenos Ayres. Galeazzo, di Enrico, di Pietro, di Giovanni, di Bernardino. Figli: Giuseppe, Caterina, Enrichetta, Elisa, Gian Franco. Fratelli: Ugo (dec.), Raniero, Vibaldo, Bianca, Maria, Emma. Zii: Luigi, Antonio Luigi, Rodolfo, Felice, Giuseppina in Bocca, Carolina in Ricci, Camilla in Nievo, Vittoria (dec.) in Margaria, Cesarina in Langosco di Langosco. Altro ramo. Antica famiglia originaria di Monterodomo, nell'Abruzzo Chietino, passata a risiedere in Napoli. Tal casato, inoltre, sempre riuscì a distinguersi, grazie agli elevati personaggi, a cui diede i natali. Tra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, ricordiamo: Benedetto, consigliere della Suprema Corte di Giustizia del Regno delle Due Sicilie nel 1824; Onorato, dottore in filosofia e medicina presso la Scuola Salernitana nel XIX secolo; Benedetto, nato a Pescasseroli, è stato certamente uno dei più illustri personaggi della cultura italiana del XX secolo: filosofo, storico, critico, ministro della Pubblica Istruzione nel governo Italiano dal 1920/21, senatore del Regno, fece parte della Costituente del nuovo stato repubblicano italiano nel 1946, fondatore "dell'Istituto Italiano di Studi Storici", ed a lui è dedicata una delle strade del centro storico di Napoli, ove egli dimorò. La famiglia fu decorata, con R.D. 31 maggio 1921 e RR. LL. PP. 20 ottobre 1921, del titolo trasmissibile di nobile nella persona di Alfonso, di Pasquale. Altro ramo. Nobilissimo casato della Repubblica di Ragusa, il quale, secondo una assai antica tradizione, ivi pervenne dalla Città Eterna. La famiglia risulta divisa in moltissimi rami, che, a loro volta, assunsero diverse cognominizzazioni. Nel XIV secolo, in ogni modo, i Proce furono fra le dieci casate più ricche della Repubblica di Ragusa; tra il 1440 ed il 1640, contarono dieci membri del Maggior Consiglio. La famiglia, oggigiorno, risulta estinta a Ragusa, sin dalla fine del XVIII secolo ma alcuni rami minori sopravvissero in Caserta ed in Chivasso. Tra le personalità che, maggiormente, diedero lustro a tal casato, non possiam certamente tacere quel Giovanni Croce, anche detto Crosio, vivente nel XIV secolo, il quale fu il primo vescovo a stabilirsi a Curzola, assumendo la carica in modo del tutto singolare: essendo la diocesi di Stagno in condizioni disagiate a causa dell'influenza dei bogomili, gli abitanti di Curzola invitarono il locale vescovo a venire a risiedere nell'isola, a condizione che a proprie spese riuscisse a convincere il papa e il vescovo di Lesina, il cui territorio comprendeva anche

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Stemma della famiglia: Proce

Blasone della famiglia

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