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Origine del cognome Rampo, provenienza: Italia

Titolo: Baroni - Conti - Nobili
Traccia araldica della famiglia: Rampo
Corona nobiliare Rampo La presenza simultanea nel XII sec. dei vari Rampo e delle varianti di questo cognome, dovute alle solite cause della pronunzia dialettale e dal modo di interpretare nella scritturazione i cognomi, in centri relativamente poco lontani uno dall'altro, induce a supporre una terra d'origine comune dalla quale assunsero il nome: Campo Freddo (oggi Campo Ligure) e Campi, il primo distante 36 km da Genova ed il secondo 7. Tuttavia il significato stesso di tale toponimo, affermatosi come patronimico, è così generico da non consentire affermazioni positive, nonostante sia nota l'attività dei Rampo, svolta in Genova sin dalla prime metà del 1100; consoli dal 1186 al 1210 furono membri del senato e dogi, ed ascritti nel 1528 a quella nobiltà. Coevi furono i Rampo di Alessandria, di Voghera, della Lomellina ai quali si aggiunsero in epoche posteriori gli omonimi di Milano, Valenza , S. Salvatore Monferrato, Asti, Modena, Mirandola,... Continua

Pavia Parigi. In Tortona vivevano Pietro di Rampo, messo dell'abbazia di Rivalta, il figlio, pure Pietro, Viviano, Bernardo acquirenti di terreni e testi in documenti rogati dal 5 aprile 1188 al 19 giugno 1192; il 3 giugno 1197 genovesi e tortonesi stipularono un trattato di pace ed alleanza della durata di 29 anni; i consoli e la Credenza di Tortona, della quale erano membri Pietro e Bressano de Rampo, ne giurarono l'osservanza; vassalli di marchesi Malaspina in Val Borbera e Val Trebbia, tra i quali Ogerio, Ceso, Musso, Rolando e Girardo de Rampo, prestano fedeltà ai patti stipulati tra detti feudatari ed il comune di Tortona relativi al castello di Mongiardino; molti tortonesi, tra cui Alberto de Rampo consigliere, il 26 agosto 1198 e 27 marzo 1199 promettono di attenersi ai capitoli di pace proposti dai consoli di Pavia, in merito alle divergenze insorte tra Genova e Tortona; alla Credenza, il predetto Pietro il 27 agosto 1198 approva la cessione al comune di Genova di ogni diritto su Gavi e Parodi in Consiglio generale Alberto e Pietro il 30 marzo 1203 approvano la convenzione di alleanza stipulata tra i comuni di Tortona e Alessandria; in documento del 31 dicembre 1204 relativo ad autenticazione di deposizioni nella vertenza tra il Capitolo tortonese ed i Pamparato per un molino sullo Scrivia, è teste Pietro che, come credendario, il 3 giugno 1207 delibera la cessione agli abati di S. Marziano e di S. Stefano nonché ad un gruppo di privati della terza parte di un acquedotto 12 e 17 marzo 1218 giura in Consiglio, del quale era membro, di osservare gli accordi stipulati tra i comuni di Tortona e Genova; negli istrumenti relativi ai beni acquistati dai già Signori di Arquata a norma della convenzione col comune di Tortona, è ricordato il notaio Giovanni de Rampo che rogava nel 1288; Calimero Campi nel 1429 era vicepriore del monastero di S. Marziano come rilevasi da un istrumento del 20 dicembre.


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Stemma della famiglia: Rampo

Blasone della famiglia

Trinciato con la banda d'oro sulla partizione; il primo d'azzurro alla mezzaluna d'argento, calante; il secondo di rosso a tre stelle (6) d'argento, ordinate due in palo e la terza in fianco a sinistra di quella inferiore.
Blasone della famiglia Campo da Rovigo. Fonte: "Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana di V. SPRETI", Vol. II pag. 259.
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