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Origine del cognome Zambuto, provenienza: Italia

Titolo: Nobili
Traccia araldica della famiglia: Zambuto
Corona nobiliare Zambuto
Antica ed assai nobile famiglia siciliana, originaria dalla Giordania, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia e del Mondo. L'origine di tal cognominizzazione, al dir di autorevoli genealogisti, andrebbe d'altronde ricercata nell'antico monte giordano Zambut. Un'altra tradizione vuole invece la famiglia discendere direttamente dal fondatore di Sambuca, l'Emiro Al-Zabut, un seguace dell'ascetico conquistatore maghrebino Ibn Mankud, signore indipendente delle Kabyle di Trapani, Marsala e Sciacca che guidò le truppe d'assalto dell'Afrfriyqal alla conquista di Castrogiovanni, Val di Noto e, dopo lungo assedio, alla presa di Siracusa, allora capitale bizantina dell'isola. L'Emiro Al-Zabut avrebbe partecipato come giovane guerriero alla conquista della testa di ponte di Mazara, guadagnandosi per il suo valore l'appellativo "Al-Chabut" (lo splendido) che avrebbe trasmesso alle terre da lui conquistate. In ogni modo, tal famiglia, nel dispiegarsi dei lustri, sempre è riuscita a produrre una serie di uomini che hanno reso illustre... Continua
il suo nome, nei pubblici impieghi, nelle professioni liberali ed ecclesiastiche e nel servizio militare. Fra questi, senza nulla levar al valore degli omessi, contasi: Giacomo, proprietario terriero siciliano, fiorente nel 1503; Gio. Batta, avvocato, fiorente in Palermo, nel 1535; Luigi, capitano d'armi, fiorente in Palermo, nel 1563; Antonio, giurato in Noto, fiorente nel 1578; P. Anselmo, dell'Ordine dei Predicatori, fiorente in Sambuca, nel 1584; Domenico e Vincenzo, canonici della cattedrale di San Gerlando in Agrigento, fiorenti nel 1610; Diego, giurista in Palermo, fiorente nel 1626; Gio. Antonio, dottore in l'una e l'altra legge, fiorente in Agrigento, nel 1639; D. Agostino, protonotario apostolico, fiorente in Chieti, nel 1648; Leone, alfiere, fiorente in Palermo, nel 1684. Da una analisi simbolica dello stemma, possiamo, infine, ricavare alcune importanti informazioni sulle virtù associate a tal cognome. Il rosso è il colore della città di Palermo; l'Aquila rappresenta l'Impero e, quando nera, è indice di grande dedizione al Principe; l'oro è il metallo che rappresenta la città di Corleone, granaio di Sicilia; il leone, con la sua reputazione di forza, di coraggio, di nobiltà, così conforme all'ideale medievale, veniva spesso utilizzato in araldica in quanto re degli emblemi blasonici e, in questo caso, è un richiamo ai normanni; l'argento simboleggia la purezza, l'innocenza, la giustizia e l'amicizia; l'azzurro essendo il colore del cielo, rappresenta la gloria, la virtù e la fermezza incorruttibile; la croce di Lorena, presente nello stemma dei duchi d'Angiò, divenuti di Lorenza dal 1473, e di origine orientale e venne utilizzata nelle raffigurazioni del Cristo crocifisso soprattutto in Grecia. Essa, dunque, è un richiamo alla religione ufficiale dell'Impero d'Oriente che ha dominato la Sicilia nel primo medioevo. I cavalli, infine, sono un richiamo alla cavalleria medievale e ai corrispondenti ordini militari e religiosi. Non molte famiglie, anche fra le più antiche, possono vantare una nobiltà di origine così pregevole, della quale i discendenti, a buon diritto, potranno vantarsi.
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Stemma della famiglia: Zambuto

Stemma  della famiglia Zambuto

1 Blasone della famiglia Zambuto

Trinciato; nel 1° di rosso, all'aquila di nero; nel 2° d'oro, al leone di nero; alla banda in divisa scaccata d'argento e d'azzurro attraversante sulla partizione; sul tutto d'argento alla croce di lorena trifogliata di rosso.

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