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Origine del cognome Zolpi, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Patrizi - Conti
Traccia araldica della famiglia: Zolpi
Corona nobiliare Zolpi Antica ed illustre famiglia comasca, un cui ramo, nel 1335, si trapiantò in Bari, con un Guglielmo, valoroso cavaliere guelfo, il quale dal Re Roberto fu gratificato della metà del feudo di Domna Magalda. I suoi discendenti vi dimorarono fino al 1480, nel qual anno, per fuggire dalla peste che allora infieriva crudelmente in Bari, si portarono a Bitetto, dove rimasero per tutto il XVII secolo, e solo in principio del susseguente un Giuseppe riportò la propria famiglia in Bari, e quivi per intercessione dell'impert. Carlo VI, nel 1728, fu aggregata a quel patriziato. In Como, inoltre, si può ancor oggi ammirare la Pinacoteca civica di Palazzo Volpi, sita in via Diaz 84, nella antica dimora della nobile famiglia Volpi. Il comasco Volpiano Volpi (1559 - 1629), arcivescovo di Chieti e residente a Roma, commissionò i disegni del palazzo all'architetto romano Sergio Venturi. L'edificio venne costruito tra il 1622... Continua
e il 1633 sotto la supervisione di Pietro Paolo Raimondi, nipote di Volpiano Volpi, e la direzione del capomastro Marco Dotti di Piazza. L'edificio e il giardino rimasero proprietà dei Volpi fino alla metà del XVIII sec., quando passarono in eredità ai Canarisi; nel 1839 furono venduti allo Stato. Nel 1855, al posto del giardino vennero costruite le carceri, mentre il palazzo venne utilizzato come sede del tribunale fino al 1968. Acquistato dal comune di Como negli anni Settanta, il palazzo venne dapprima trasformato in museo (1989); infine, nel 2003, è stato adeguato come sede delle civiche raccolte d'arte e rinnovato negli allestimenti espositivi dallo Studio Pandakovic e Associati. Altro personaggio di spicco della famiglia fu Mons. Giovanni Pietro Volpi (Como, 1585 - Novara, 12 settembre 1636), eletto alla sede episcopale di Novara nel 1629, grazie anche allo fama dello zio suo predecessore su questa cattedra episcopale, ove subito iniziò una visita pastorale nella diocesi che si protrasse per quasi un anno. Nel 1631 prese parte ai funerali del cardinale Federico Borromeo a Milano. Morì a Novara il 12 settembre 1636, mentre si trovava in viaggio per raggiungere il feudo di Riviera. La famiglia levò per arme. Capriolato d'argento e di rosso di sei pezzi; col capo d'argento, caricato di una volpe, tenente in bocca un gallo, il tutto al naturale. Altro ramo. Famiglia bergamasca, con residenze in Venezia ed in Toma. Tal famiglia, la quale venne aggregata al Consiglio Nobile di Bergamo, nel 1417, passò, primieramente, in Fiume e, quindi, in Venezia. Con R.D. concessione 1920, inoltre, ottenne il titolo di Conte di Misurata. Certamente, la personalità più celebre del casato è stato il conte Giuseppe Volpi di Misurata (1877 - 1947), magnate dell'industria elettrica e promotore dell'insediamento di Porto Marghera, governatore della Tripolitania dal 1921 al 1925, e perciò insignito del titolo di Conte di Misurata, Senatore del Regno dal 1922, Ministro delle finanze dal luglio 1925 al luglio 1928, nel dicembre 1927 firma la legge di stabilizzazione della lira ministro delle Finanze nel 1925-28, presidente della Confindustria e patrocinatore della Biennale d'arte e della mostra del cinema di Venezia. Fu, inoltre, tra i principali artefici della politica economica protezionistica e proto-autarchica del regime. Dopo il 25 luglio 1945, cercò rifugio in Svizzera. Arme. D'azzurro, alla volpe rampante al naturale, accompagnata nel cantone destro del capo da un crescente rivolto e racchiudente una stella di sei raggi, il tutto d'argento. Altro ramo. Nobile famiglia di Montepulciano, la quale levò per arme. D'azzurro, alla volpe rampante al naturale. Che i membri della famiglia Zolpi siano noncuranti delle cose volgari, ripromettendosi dalle sole loro energie la dovuta ricompensa, lo provano i documenti fino ad oggi conosciuti, come la "Raccolta ceramelli papiani", costituita nel corso di molti anni da Enrico ceramelli papiani (1896-1976), la quale è un fondo conservato nell'Archivio di Stato di Firenze e composto da quasi 8000 fascicoli, intestati a famiglie toscane di antica origine, che forniscono notizie genealogiche e araldiche tratte da fonti archivistiche conservate nell'Archivio fiorentino o

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Stemma della famiglia: Zolpi

Blasone della famiglia

Capriolato d'argento e di rosso di sei pezzi; col capo d'argento, caricato di una volpe, tenente in bocca un gallo, il tutto al naturale.
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