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Origem do sobrenome Patte, país de origem: Italia

Nobreza: Baroni - Nobili
Rastro heráldico da família: Patte
Coroa de nobreza Patte
Nobile famiglia messinese. Un Pellegrino, messinese fu vice maestro giustiziere e protonotaro del regno e il 13 settembre 1325 ottenne concessione delle Foreste di Troina; un Ansaldo è annotato nel ruolo dei feudatari del 1343 per due cavalli e mezzo; un Matteo fu giurato di Caltagirone nel 1389; un Niccolò fu capitano della terra di Scaletta e dei casali di Attilia e Guiodomandri sotto i Martini; un Giovanni il 25 aprile 1396 ottenne conferma della baronia di Placabianca; un Tommaso fu capitano di giustizia di Salemi nel 1413; un Giulio fu senatore di Messina nel 1416-17; un Giovan Matteo tenne la stessa carica in detta città e il 29 gennaio 1444 e l'8 febbraio 1453 ebbe investitura della baronia di Placabaiana; un Eufemia il 28 marzo 1447 ottenne conferma del feudo Massaria e Critti e sposò Giovanni Balsamo; un Biagio fu senatore di Messina negli anni 1510-11. 520-21 e... Continua

1529-30. 32-33, il 17 agosto 1518 ebbe investitura della baronia di Placabaiana ed ebbe una figlia, Sicilia, investita di detta baronia il 22 novembre 1521 e moglie a Bernardino La Rocca; un Bartolomeo fu senatore di Messina negli anno 1558-59, 64-65 e il 1 novembre 1579 ebbe investitura della baronia di Linguaglossa e fu ascritto alla Mastra Nobile del Mollica insieme con Girolamo ed Ansaldo; un Andrea fu senatore di Messina nel 1573-74 e tale carica tenne un Onofrio nel 1576-77. Altro ramo. Famiglia di antica e chiara nobiltà della città di Messina, dice Mugnos, originata da Anfusio cavaliere greco, signore del castello di Sterope, il quale nell'anno 892 ivi fortemente dall'Almirante de' Saraceni assediato si arrese a patti, che non furono poscia mantenuti. "Epperò l'Anfusio, ciò prevedendo, ricevuto aveva- sottolinea il suddetto Mugnos- in ostaggio il figlio del principe saraceno Vendecair; ed uscito co' suoi da quel forte, giusto nel sito ove è oggi la città di Patti (talvolta detta Patte), venne da quei barbari assalito; del che bravamente difendendosi nell'ira strangolò il giovine ostaggio a vendetta de' non osservati patti. Ei fuggì ricoverandosi entro una fortezza, ma raggiunto infine fu da essi barbaramente ucciso. Quel sito, come dicemmo, venne a concorrenza de' Saraceni estesamente edificato e quindi a perpetua memoria di tal vendetta chiamato de' Patti o Patte. la città poi si accrebbe per le rovine dell'antica Tindaride, e dell'antica Steropesola di Sicilia; un Riccardo straticoto di Messina 1137; un Luzio uno de' capi congiurati del Vespro, ricevuto avendo la sovraintendenza delle città di Naro e Girgenti, perlocchè unitamente ai suoi due figli Giannicolò e Pellegrino da Federico II 1325 fu creato barone".


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