Nobile e illustre casata dalle antiche radici romane, i Vinciguerra vuolsi fossero annoverati tra le famiglie comprese nel celebre Libro d’Oro del Campidoglio, oggi purtroppo perduto per l’inesorabile azione del tempo. Di questa nobile stirpe resta memoria nelle cronache araldiche e nelle opere di autorevoli studiosi, tra cui Teodoro Amayden che, nella sua "Storia delle famiglie romane", ne descrive le virtù e lo stemma, segno distintivo di una genealogia di grande significato simbolico. Il blasone dei nobili Vinciguerra è così descritto: "D’oro a tre busti di donna vestiti di verde, due in capo addossati ed uno in punta posto in maestà". Uno stemma singolare e raffinato, la cui simbologia è densa di significati morali e spirituali. Le tre figure femminili rappresentano la grazia, la saggezza e la virtù, qualità che la tradizione attribuisce da sempre ai membri della casata. Il verde dei busti richiama la speranza, la rinascita e la perseveranza, mentre l’oro, metallo nobile per eccellenza, evoca la gloria, la purezza e la luce divina. La particolare disposizione delle figure, due in alto e una in basso, sembra alludere ...
D'azzurro al destrocherio armato d'argento con la mano di carnagione impugnante una spada posta in sbarra.
Blasone di un alias della famiglia Vinciguerra tratto da archivi privati, la cui fonte originaria, purtroppo, non è giunta sino a noi. Si ritiene tuttavia che esso costituisca una preziosa testimonianza araldica di indubbio interesse.
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