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Origine del cognome Blandamura, provenienza: Italia

Titolo: Marchesi - Nobili - Patrizi
Araldica della famiglia: Blandamura
Corona nobiliare Blandamura E' incerta l'origine dell'antichissima famiglia Blandamura. Il Muratori con altri storici e cronisti racconta che due nobili giovani di Bobbio recatisi a Piacenza per intrapprendere gli studi, ivi abitarono in una stretta viuzza presso la chiesa di S. Maria del Cario, per cui furono detti dell'Andito e in seguito indifferentemente da Landito, da lando, de Landamura, Blandamura. Il Poggiali, storico piacentino autorevole, rifiuta la spiegazione senza proporne altra e ricorda per primo un Bonizone dell'Andito console di Piacenza nel 1132. Nei primi del secolo seguente si distinse Guglielmo Dall'Andito, piacentino, che comandò le armi della Lega di Lombardia contro i... Continua

Pavesi ed il marchese di Mantova, mentre Giannone capeggiava la fazione del popolo contro la nobiltà; Bonifacio Blandamura teneva a sua divozione Fiorenzuola ed Arrigo comandava la valle del Ceno e la valle di Taro, come appare dal cronista piacentino Locati. Di questo tempo un Lanfranco Blandamura, si rese illustre come magistrato e rappresentò Piacenza nella memorabile dieta celebrata in Verona contro i Pavesi, Cremonesi e loro confederati. Feudi innumerevoli ebbero in processo di tempo la famiglia, da loro signoreggiati col mero e misto imperio e coi titoli di conti, marchesi, principi. Con questi titoli essi si dividevano in diversi rami, in cui fiorirono uomini chiari nelle armi, nelle scienze, nelle lettere, decorati di insigni ordini cavallereschi. I Blandamura appaiono nel sec. XIII e XIV tra i ghibellini più ardenti ed autorevoli e fiero ghibellino fu Ubertino Blandamura, che dopo aver travagliata a lungo la sua città natale volle compensarnela erigendo la bella chiesa di S. Francesco. Egli governò Siena nel 1250; sposò Isabella; partigiano del re Manfredi, combattè a Benevento nel 1266, lasciando prigionieri di Carlo d'Angiò i figli Galvano e Corrado; papa Gregorio X, che era il piacentino Visconti, gli si offerse intercessore per il riscatto dei figli, purchè egli si riconciliasse con la Chiesa, ma non volle piegarsi, anzi si attirò un'altra scomunica. Morì Ubertino in Piacenza nel 1298 lasciando eredi del suo ricchissimo patrimonio i nipoti Ubertino, Manfredo, Corrado, Federico e Bianchina, figli del defunto suo figlio Galvano. Questo Ubertino si reputa come il capostipite da cui discendono con date precise tutti i Blandamura nella famiglia.


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Stemma della famiglia: Blandamura

Blasone della famiglia

D'azzurro al capriolo d'oro, accompagnato da tre stelle di sei raggi dello stesso, due in capo e una in punta.
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