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Origine del cognome Guerra, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Baroni - Cavalieri - Marchesi - Consignori - Patrizi
Araldica della famiglia: Guerra
Corona nobiliare Guerra
Casato assai antico e nobile, un membro del quale, Guido nipote di Ottone il Grande, vuolsi sia calato in Italia nel 938, al seguito dello zio che veniva a Roma per farsi incoronare imperatore. Al ritorno Ottone gli conferì la contea di Romagna ed egli si stabilì in Ravenna ove i suoi discendenti divennero potenti feudatari e stipiti dei Guidi, parecchi dei quali ebbero il soprannome di Guerra non solo perché valorosi nelle armi ma, e soprattutto, per l'innata crudeltà che causò loro orribili vendette, spietati stermini, il bando e la confisca di ogni possedimento. Nonostante tutto ciò i Guidi... Continua
sono oggidì fiorenti a Roma, Volterra, Mantova e Ferrara la qual cosa concede di supporre che qualche nucleo per sfuggire alle rappresaglie su riferite sia immigrato in suolo lombardo a Pavia, Voghera, Castelnuovo, Tortona e nel Monferrato a Vercelli, Casale, Alessandria - col nome di Guerra anziché Guidi - ove li seguiremo esponendo la cronologia della famiglia. Nel 1105 a Pavia, Ottone e Bernardo Guerra sono testi in atto dell'11 giugno con cui il monastero di S. Pietro in ciel d'oro, affitta beni presso Marengo; a Voghera, soggetta al vescovo di Tortona, i Guerra costituiscono con altre famiglie, e probabilmente nei primi decenni del 1100, il Comune Signorile delle città; nel 1136 sono pure presenti in Vercelli come da documento del 19 luglio; i consoli genovesi nel marzo del 1146 decretano che a cominciare dal 2 febbraio successivo e per sei anni gli abitanti di Gamondio (poi quartiere di Alessandria) siano esenti dal pagamento del pedaggio in Voltaggio: tra i gasmondiesi giura Pinza Guerra; nel 1181 Giacomo appare nell'elenco dei contribuenti il fodro ed il giogatico nell'Oltrepò Pavese ed in Lomellina; in Alessandria, Guido e Robaldo rispettivamente padre e figlio il 15 febbraio 1183 presenziano all'investitura di terre ai fratelli Coscia effettuata dal monastero di S. Pietro in ciel d'oro; detto Robaldo nel 1191 è console di Alessandria e con i colleghi il 28 ottobre stipula un patto di concordia tra alessandrini e i consignori di Rivalta nella Valle del Bormida; il 14 febbraio 1192 i cittadini di Alessandria riconfermano con giuramento la convenzione conclusa coi genovesi il 4 febbraio 1181: tra i testi giurati sono citati i Guerra uno dei quali riteniamo sia lo st di S. Maiolo affitta a Pietro Meliardo un bosco in Melendrana. La famiglia levò per arme. D'argento, allo scaglione interzato d'azzurro, di rosso e d'oro. Altro ramo. Nobile casato meridionale, detto Guerra, Guerrera o Guerrero, che il Minutolo vuole fregiato del titolo baronale sopra Montebello. Tal famiglia, inoltre, godette nobiltà anche in Caltagirone, Messina, Catania, Mineo, Catanzaro e Reggio Calabria. Moltissimi, inoltre, i personaggi, che da essa trassero i propri natali. Tra i molti, senza nulla voler levar al valore degli omessi, ricordiamo: Girolamo, che, con privilegio dato a 7 giugno esecutoriato a 19 agosto 1511, ottenne il titolo di regio cavaliere; Pietro, il quale, con privilegio dato a 30 aprile 1517 esecutoriato a 18 gennaio 1518, ottenne il detto titolo di cavaliere, titolo di cavaliere che, con privilegio dato a 12 aprile 1517 esecutoriato a 12 febbraio 1519, ottenne Giovan Battista e con privilegio del 7 ottobre 1588 un altro Giovan Battista; Giovan Tommaso, il quale tenne la carica di patrizio in Catania, nel 1539-40; Girolamo, il quale fu capitano di giustizia in detta città nel 1542-43; Giovan Battista, il quale fu patrizio nel 1655-56; Michelangelo, il quale fu proconservatore in Siracusa nel 1660; Pietro, il quale fu consultore del vicerè di Sicilia e presidente del tribunale del Concistoro 1680; Antonio, il quale fu giudice delle appellazioni in Palermo nel 1698-99 e del
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Stemma della famiglia: Guerra

Stemma  della famiglia Guerra (Piemonte)

1 Blasone della famiglia Guerra (Piemonte)

Inquartato; nel 1° e nel 4° di rosso, a due bande d'argento; nel 2° e nel 3° d'oro, al cardo selvatico di tre rami, fiorito e fogliato al naturale, sradicato.Cimiero: un cervo al naturale, linguato di rosso, nascente. Motto: Post tenebras spero lucem.

Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 511, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1890.

Stemma  della famiglia Guerra

2 Blasone della famiglia Guerra

D'argento, allo scaglione interzato d'azzurro, di rosso e d'oro.

Stemma  della famiglia Guerra (Padova)

3 Blasone della famiglia Guerra (Padova)

Inquartato; nel 1° e nel 4° d'argento, ad una colomba di rosso, posta sopra una terrazza dello stesso e sormontata da una spada al naturale in banda, accostata da un'altra colomba di rosso posta sulla lama; nel 2° e nel 3° d'azzurro, a tre stelle d'oro. Cimiero: un aquila di nero.

Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol. primo, pag. 512, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1890.

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