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Origine del cognome Marzano, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Conti - Baroni - Duchi
Araldica della famiglia: Marzano
Corona nobiliare Marzano Le storie del regno di Napoli cominciano a tener parola dei Marzano, di sovente detti Marzani, fin dai tempi dei principi normanni (1180), sotto il dominio dei quali, un Guglielmo era signore di Marzano, da cui la famiglia trasse il proprio nome, S. Angiolo, Selvitella e Cagiano. Moltissimi cavalieri di questa casata combatterono con Goffredo di Buglione, per la conquista della Terrasanta, e, nel libro dell'Imperatore Federico II, i Marzano sono annoverati fra i potenti baroni del regno. Nel 1246, però, i membri di questo nobil casato si ribellarono contro Federico ed insieme ai Sanseverini ed ai Fasanella intervennero alla... Continua

famosa congiura di Capaccio, contro la persona e lo Stato di detto imperatore. Più tardi, nel 1244, con gli stessi Sanseverino e Fasanella, presero le armi in favore della Chiesa ed ardirono con le proprie forze venire contro lo stesso imperatore, a battaglia sotto Canossa. Sconfitti, molti di essi rimasero morti, ed i pochi superstiti dovettero esulare dal regno e subire la confisca de' loro beni. Ma fattisi seguaci di Carlo d'Angiò, nel 1266 rimpatriarono, e dal nuovo re furono reintegrati nei loro stati. Riccardo Marzano e Raimondo di Cagiano, come baroni molto potenti, non solo in Terra di Lavoro, ma anche in Terra d'Otranto, tennero colle loro forze a divozione di re Carlo quelle provincie, e nel 1268, avendo Lecce innalzato lo stendardo di Svevia, furono essi di tanta autorità, che entrativi con le loro genti, costrinsero i Leccesi ad alzare quello d'Angiò; poscia, raggiunsero nelle vicinanze del lago di Celano l'esercito di Carlo, al cui fianco combatterono nella giornata in cui fu rotto e vinto Corradino. Tommaso Marzano, maresciallo del regno, nel 1313 fu creato, dal re Roberto, conte di Squillace e grande ammiraglio, carica questa che per più generazioni fu sostenuta dai membri di questa famiglia. La famiglia, inoltre, governò il ducato di Sessa Aurunca, sempre sotto i d'Angiò, fra il XIV secolo e XV secolo, e le sue sorti si inseriscono nelle vicende che caratterizzarono il Regno di Napoli durante la "prima congiura dei baroni", sviluppatasi tra il 1485 ed il 1486), così profondamente decisiva per le vicende del Regno di Napoli ed i suoi successivi destini. Tra i membri che, maggiormente, illustrarono tal illustre famiglia, non possiamo tacere: Goffredo, nato verso la metà del sec. XIV, figlio di Roberto, conte di Squillace e grande ammiraglio, e fratello di Giacomo, duca di Sessa, conte di Squillace e grande ammiraglio, fu Siniscalco e capitano generale in Lombardia, nel 1339, ammiraglio del Regno <> di Tommaso suo padre; Giovanni Francesco Marino Marzano (Sessa Aurunca, 1420 c.ca - Napoli, 1490) conte di Squillace e di Montileo principe di Rossano, figlio di Giovanni Antonio Marzano e di Covella Ruffo, cugina di primo grado della regina di Napoli Giovanna II d'Angiò e Carlo di Durazzo, divenne sesto duca di Sessa Aurunca nel 1453, legato alla corona aragonese per aver sposato nel 1442 Eleonora, figlia del Re di Napoli Alfonso I d'Aragona detto il Magnanimo, si affermò ben presto come uno dei più potenti feudatari del Regno, nonché uno dei più influenti personaggi della corte Napoletana, ricoprendo la carica di Grande Ammiraglio della marina napoletana. Inoltre, in Foggia, quale palazzo più antico della città, in via Arpi, si può ammirare Palazzo Marzano, costruito per Simonetto Marzano sul suolo ove, sin dal 1407, sorgeva l'omonimo palazzo Marzano, come si rileva in un documento di pari data. Il suo proprietario fece incidere sulla facciata prospiciente via Arpi la seguente iscrizione: "Simonettus Marzanus hanc conspicuam patriae, sibi suisque, amicis omnibus a fundamenta erexit". La famiglia, propagatasi, nel corso dei secoli, in


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Stemma della famiglia: Marzano

Stemma  della famiglia Marzano

1 Blasone della famiglia Marzano

D'argento, alla croce potenziata di nero. Cimiero: Una testa e collo di liocorno di nero.

Citato in "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" vol.II, pag.96, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888.

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