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Origine del cognome Meroni, provenienza: Italia

Titolo: Nobili - Cavalieri
Araldica della famiglia: Meroni
Corona nobiliare Meroni Antico ed illustre casato, diviso in due principali diramazioni, l'una originaria di Ceruno di Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, e l'altra di Lepreno di Serina, in provincia di Bergamo, propagatosi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Le due famiglie, con larga probabilità, si unirono tra il XIV ed il XV secolo, dal momento che, entrambe, vantano, tra i loro ascendenti, quel Matteo Meroni, bergamasco, padre di quel Giovanni, detto "Il Lanciere". In ogni modo, la leggenda vuole che il fondatore della casata sia un antico cavaliere, al servizio di Carlo Magno, il quale, stanco della vita... Continua

di milizia, decise di ritirarsi a vita privata, sul Monte Cervino. In un brano del Mita, infatti, leggiamo:"Fin dal tempo in cui Carlo Magno, cacciati i Longobardi dall'Italia, trasmise il regno al figlio Pipino, un nobile e valoroso soldato, se fosse forestiero o di questa provincia se n'è perso il ricordo lungo i secoli, per togliersi dalle grandi fatiche del servizio militare esercitato dalla giovinezza fino alla matura età, sia in tempo di guerra che di pace, abbandonò l'incarico che aveva e si congedò per poter ritirarsi insieme ai figli, in queste terre e abitarle. Poco tempo dopo, questo vecchio soldato, che aveva iniziato assieme ai vicini a cacciare le bestie selvatiche, nel luogo dove oggi c'è il villaggio catturò un meraviglioso cervo che i cani avevano stanato dai boschi. Il cervo, ormai senza lena, si fermò, come in atto di supplica ai piedi di quell'uomo chinando la testa. Il nobile soldato, che era di buon cuore, lo allevò con gran cura e lo tenne in vita per molti anni; poi subito costruì qui un villaggio con una torre ben salda eleggendolo a stabile dimora per sé e per i suoi prendendo l'auspicio dal cervo volle che quel luogo fosse da tutti chiamato Monte Cervino. In seguito, scegliendosi un nuovo stemma gentilizio, vi dipinse un cervo in campo azzurro che, ritto, tiene un giglio con la zampa anteriore destra". Ma, dal momento che la figura del giglio nulla ha a che fare con la caccia al cervo, è ipotizzabile che esso fosse stato inserito come rispettoso omaggio, dal cavaliere Meroni, al suo ex signore, il Re di Francia. In uno scritto di Don Gio. Antonio Linguerri Ceroni, d'altronde, in riferimento al manoscritto del Mita, leggiamo:"(...) in tale occasione Carlo Magno permise ad un nobile, e prode guerriero, che seguito avea con molta lode i suoi stendardi in rischiose guerre, di ritirarsi ove più gli paresse a condurre in pace, in seno ai propri figli, il rimanente di sua vita. (...) Dall'immagine ancora del detto cervo ritto sui piedi di dietro prese lo stemma gentilizio ponendogli un giglio sul piede della zampa anteriore che era il distintivo del francese monarca suo padrone". In seguito aggiunge: "Corrotto quindi il nome (del luogo, ndr), come suol accadere, fu denominato Cerone, Cirone, e Ceruno l'anzidetto castello, che venne poscia accresciuto di molte Torri, e di comode abitazioni". Intorno al 1450, però, si ebbe la prima modifica allo stemma, con l'aggiunta di tre gigli d'oro al capo, detti d'Angiò. Ciò, senza dubbio alcuno, fu una onorificenza data dal Re di Francia a Nuccio Brunori Ceroni, per aver combattuto eroicamente al suo servizio con truppe Ceronesi. In un altro manoscritto del Mita, relativo ai Brunori Ceroni, proseguiamo a leggere:"Nuccio (Brunori), valoroso uomo d'armi che aveva a lungo militato in Francia sotto la bandiera di quel re e aveva ottenuto il consenso reale per aggiungere allo stemma dei Ceroni i gigli d'oro che sono l'insegna ricevuta dal cielo dai Re francesi, arricchitosi sufficientemente eresse nella chiesa di


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Stemma della famiglia: Meroni

Blasone della famiglia

D'azzurro al cervo rampante caricato di un giglio d'oro sulla zampa anteriore destra, accompagnato in capo da 3 gigli dello stesso.
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